L'ordine degli psicologi sconfessa i guaritori dei gay
Lo psicologo “non può prestarsi ad alcuna “terapia riparativa” dell’orientamento sessuale di una persona”. Parola dell’Ordine nazionale degli psicologi che - codice deontologico alla mano - ha preso posizione sulle terapie di “cura dell’omosessualità”, di recente smascherate anche da un’inchiesta di Davide Varì su Liberazione.
Un comunicato netto e senza ombre, quello del presidente Giuseppe Luigi Palma, che fa chiarezza su una serie di comportamenti ambigui messi in campo da alcuni esperti e guaritori condizionati dalle proprie credenze religiose. Queste terapie sono respinte dalla comunità scientifica, ma spesso vengono praticate nell’ombra.
Ben venga dunque la denuncia e la presa di distanze da parte degli psicologi, per stigmatizzare chi si allontana dai princìpi della deontologia, nonostante le proteste del deputato Udc Luca Volontè. Adesso sarebbe bene che anche l’ordine dei medici seguisse la stessa strada.
“Nell’esercizio della professione, lo psicologo rispetta la dignità, il diritto alla riservatezza, all’autodeterminazione ed all’autonomia di coloro che si avvalgono delle sue prestazioni; ne rispetta opinioni e credenze, astenendosi dall’imporre il suo sistema di valori; non opera discriminazioni in base a religione, etnia, nazionalità, estrazione sociale, stato socio/economico, sesso di appartenenza, orientamento sessuale, disabilità. È evidente quindi che lo psicologo non può prestarsi ad alcuna “terapia riparativa” dell’orientamento sessuale di una persona”.
Dice "sono gay". Gli rispondono: la sua è una malattia leggera, possiamo curarla bene..."
Da "Liberazione" del 23 dicembre:
Il racconto di un cronista che ha frequentato per mesi un corso
organizzato da un gruppo ultracattolico
Gli ho detto: «Sono gay». Mi hanno risposto:
«La sua è una malattia leggera, possiamo curarla bene...»»
Davide Varì
L'appuntamento è con Don Giacomo nella sede delle edizioni Paoline
poco lontano dalla Garbatella, ex quartiere popolare di Roma. Un incontro
per definire tempi e modi del mio ingresso in un gruppo terapeutico per
guarire dall'omosessualità. Un appuntamento sudato: i sedicenti guaritori di
gay, almeno in Italia, non vogliono troppa pubblicità. Per rintracciare
quello italiano ho dovuto chiamare un gruppo omologo svizzero che mi ha
girato la sede milanese di "Obiettivo Chaire", un'associazione
ultracattolica che organizza, sì, incontri terapeutici, ma soltanto a
Milano.
Giornalista si finge gay con un prete. Per sei mesi viene mandato in "terapia cattolica"
Un cronista di "Liberazione" ha finto di essere omosessuale
e si è prestato alla "cura" di un gruppo ultracattolico
Giornalista si finge gay con un prete
Per sei mesi in "terapia cattolica"
Nell'articolo racconta la sua esperienza: "Una moda che spopola nel Nord America"
Il presidente Arcigay Mancuso: "Intervenga il ministero della Salute"
ROMA - Sei mesi in "terapia" in un gruppo ultracattolico per curare la sua omosessualità, attraverso un percorso iniziato con l'incontro con un sacerdote e poi con un luminare, Tonino Cantelmi (docente di psicologia all'Università Gregoriana), quindi un test di 600 domande e poi la "terapia riparativa". E' quanto racconta su Liberazione oggi in edicola Davide Varì, il giornalista che si è finto gay per sei mesi per conoscere, scrive nell'articolo, il circuito italiano di "taumaturghi del sesso deviato. Una moda che spopola nel Nord America grazie al lavoro di molti gruppi legati alla Chiesa e che segue l'insegnamento e la pratica di Joseph Nicolosi", uno psicologo clinico che "vanta ben 500 casi di 'gay trattati'".
(Continua)
I guru nascosti in chiesa
Frequentate un movimento, una «comunità», oppure un «cammino spirituale» con il qualificativo «cattolico»? Allora, attenzione. Vi propongono pratiche liturgiche e devozionali ripetitive e superstiziose come esorcismi e «benedizioni di guarigione»? Vi chiedono obbedienza al «fondatore»? Vi invitano al digiuno e ad altre pratiche penitenziali?
Vi sottopongono, anche grazie all'utilizzo della confessione, a un po' di terrorismo psicologico, quel tanto che basta a farvi venire qualche senso di colpa? Vi inculcano strane teorie classiste e una buona dose di pregiudizi e maldicenze su coloro che non la pensano come il capo movimento? Vi chiedono piccoli sacrifici, soprattutto di ordine economico?
Non ci sono dubbi: siete incappati in una setta.
(Continua)
Pedofilia: Usa; ex prete condannato a oltre 10 anni prigione
LOS ANGELES - Un ex prete cattolico americano è stato condannato
ieri a 10 anni e quattro mesi di prigione per atti di pedofilia nei
confronti di due minori. Lo riferiscono fonti giudiziarie della
California.
Michael Stephen Baker, 59 anni, ha riconosciuto i
suoi torti e ha rinunciato al processo con il contraddittorio. Baker ha
già scontato tre anni di reclusione che saranno presi in considerazione
nel computo generale relativo alla detenzione, secondo quanto deciso
dal giudice Curtis Rappe del tribunale di Los Angeles.
(Continua)
Abusi su un dodicenne, il sacerdote resta in cella
Casal di Principe Ieri mattina il parroco arrestato per violenza sessuale su un minore ha negato tutto durante l'interrogatorio davanti al Gip
Il religioso è stato sorpreso in flagrante dai militari in una via periferica e ha tentato di fuggire in auto
CASALE DI PRINCIPE - Rimane in cella il giovane sarcerdote accusato di pedofilia ai danni di un suo alunno di 12 anni. L'uomo, 33 anni, è originario di Villa Literno ma con incarico pastorale a Casal di Principe. Il prelato è difeso dall'avvocato Carmine Ucciero e ieri mattina, dinanzi al gip Raffaele Piccirillo, ha negato ogni addebito.
Ma le accuse per lui sono schiaccianti, violenza sessuale ai danni di un minore. Il religioso è stata sorpreso in flagranza di reato dai carabinieri di Casal di Principe tre giorni fa, mercoledì, a mezzogiorno. Si trovava in macchina con lui mentre stava compiendo un rapporto orale al minore. Alla vista dei carabinieri ha tentato di fuggire con la sua automobile.
(Continua)
Un’alleanza tra le chiese del Nord Est contro il maligno
Scribendi recte sapere est principium et fons*
“Centinaia di trentini ricorrono all’esorcista” titola il Trentino
Corriere delle Alpi lunedì 17 dicembre. Di primo acchito, penso ad una
trovata natalizia, spero in una mossa di marketing emozionale del PR di
Ratzinger, un colpo di reni autoironico per portare più gente in chiesa
col sorriso….
Spulcio l’articolo, con tanto di intervista all’esorcista: macché! la cosa è “seria” (?). (Continua)

