Sacerdote condannato per pedofilia, le motivazioni della sentenza

12enne di Villa Literno avrebbe subito anche altre violenze
Scritto da Salvatore Pizzo

 
Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Francesco Chiaromonte, ha emesso le motivazioni della sentenza, con la quale lo scorso mese di novembre ha condannato a 6 anni ed 8 mesi don Marco Cerullo, il sacerdote 35enne di Villa Literno arrestato nel dicembre del 2007 con l’accusa di aver compiuto abusi sessuali ai danni di un ragazzino di 12 anni. Il Gip ha anche disposto anche una provvisionale di 50mila euro, immediatamente esecutiva a carico del sacerdote. Cerullo, all’epoca dei fatti era il vice parroco della chiesa del Santissimo Salvatore a Casal di Principe, e secondo gli inquirenti fu sorpreso dai carabinieri in flagranza di reato mentre abusava del ragazzino, di cui era insegnante di religione. Un fatto grave in merito al quale la Diocesi di Aversa non ha mai preso una posizione ufficiale, nemmeno dopo la condanna.

 
L’arresto
Il sacerdote fu arrestato in una zona di campagna tra Casal di Principe e Villa Literno, ad ammanettarlo furono i carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile di Casal di Principe: i militari notarono un’auto ferma in una stradina isolata, si sono avvicinati è secondo le accuse, contestate dal Pm Ricci, e secondo la tesi accusatoria notarono che il parroco stava costringendo il ragazzino a subire un atto orale. Cerullo, secondo fonti legali, vistosi scoperto avrebbe tanto di scappare: mise in moto l’auto costringendo i carabinieri ad un inseguimento, lo raggiunsero quando la sua macchina rimase bloccata in un punto in cui la strada campestre è diventata impercorribile.
 
Le motivazioni
Il giudice scrive che Cerullo una volta fermato dai carabinieri “ammetteva spontaneamente quanto accaduto, aggiungendo anche ulteriori particolari”, poi in sede di convalida dell’arresto “ridimensionava se non addirittura escludere le sue responsabilità”. Lo aveva portato con se per andare ad acquistare colori che dovevano servire ad addobbare il presepe. Si apprende anche che il ragazzino ha rivelato che Cerullo gli avrebbe chiesto di avere rapporti sessuali anche in precedenti occasioni. Il Consulente della procura nella sua perizia sostiene che gli abusi sarebbero avvenuti più di una volta, e il giudice scrive che il prete gli avrebbe mandato al 12enne: “messaggi amorosi e persino paventandogli la possibilità di morire qualora non avesse accondisceso ai suoi approcci sessuali”. Abusi che sarebbero avvenuti non solo in auto ma anche nell’abitazione di don Cerullo, un sacerdote che il difensore nel tentativo di farlo scagionare, sostenendo che in casa potevano esserci anche i suoi parenti, lo ha descritto come un promettente teologo.
 
Dall’inchiesta è emerso che Don Marco Cerullo, difeso dall’avvocato Carmine Ucciero, aveva contatti con il 12enne non solo perché era il suo insegnante di religione in un scuola media (secondaria di primo grado) di Villa Literno, poi essendo dello stesso comune di residenza del ragazzino era considerato dalla famiglia dell’adolescente una figura di riferimento. La tutela degli interessi del ragazzino e della sua famiglia è stata affidata ai legali Costantino Puocci, Sergio Cavaliere e Giacomo Cassandra.
 
Ultimo aggiornamento ( giovedì 05 marzo 2009 )

 

fonte: Corriere di Aversa e Giugliano

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Per i denari di Pietro è quiete nella tempesta

La crisi mondiale incide anche sulle finanze vaticane, ma in misura limitata. Le offerte dell'obolo sono sempre generose. E la banca ha chiuso anche il 2008 in attivo. Ecco le cifre degli ultimi cinque anni


di Sandro Magister


ROMA, 30 gennaio 2009 – Quello strano, minuscolo stato che è la Città del Vaticano ha messo a segno, negli ultimi mesi, tre colpi di successo senza sborsare un solo euro.

Il primo in Ungheria, sulle rive del fiume Tibisco. Lì in una vasta pianura sta sorgendo una foresta che assorbirà ogni anno 82 mila tonnellate di anidride carbonica. Del milione di nuovi alberi, 125 mila sono del Vaticano, capaci di assorbire 10 mila tonnellate di anidride carbonica, cioè quanta se ne produce in un anno dentro le mura pontificie. Con ciò il Vaticano diventa il primo stato al mondo a emissioni zero di Co2. Il terreno e i 170 mila euro necessari per riforestare l'area climatica vaticana sono stati donati dalle due società impegnate nell'impresa, l'ungherese KlimaFa e l'americana Plankton.

Il secondo colpo è stato realizzato sotto la cupola di San Pietro. Sui 5 mila metri quadrati del tetto dell'aula delle udienze costruita da Pierluigi Nervi sono stati applicati 2.400 pannelli a luce solare. Produrranno 300 megawattora annui di energia elettrica "pulita", risparmiando il consumo di 80 tonnellate di petrolio ed evitando così di immettere nell'aria 225 tonnellate di anidride carbonica. Il nuovo impianto fotovoltaico è entrato in funzione lo scorso 26 novembre. Le spese le ha sostenute la società costruttrice, la tedesca SolarWorld AG.

Il terzo colpo a costo zero è stato l'ingresso in YouTube, la più grande community mondiale di filmati sul web. Il nuovo canale, inaugurato il 23 gennaio col managing director di Google, Henrique de Castro, venuto a Roma a tagliare il nastro, offre ogni giorno videonews di produzione propria sulle attività del papa e del governo centrale della Chiesa. Da Google il Vaticano ha ottenuto una particolare protezione di questo suo nuovo canale. I video non potranno essere scaricati e fatti circolare senza controllo, né potranno essere immessi commenti.

Ma questi tre successi hanno dato soltanto un parziale sollievo alle autorità che amministrano il piccolo stato vaticano. I consuntivi del 2008 saranno resi pubblici all'inizio dell'estate e sono attesi con più apprensione del solito.

A conforto c'è che lo IOR, Istituto per le Opere di Religione, la banca vaticana leggendaria per la sua impenetrabile segretezza, sembra aver chiuso anche il 2008 in discreta salute, nonostante i disastri della finanza mondiale. Ogni gennaio il presidente dello IOR, che da vent'anni è il lombardo Angelo Caloia, si presenta dal papa con un assegno generoso, in proporzione ai profitti dell'anno. La consistenza di questo assegno è segretissima, ma fonti affidabili asseriscono che il suo ordine di grandezza è circa il doppio dell'Obolo di san Pietro, cioè delle offerte che da tutto il mondo affluiscono ogni anno al papa per le sue opere di carità.

E l'Obolo di san Pietro è una pietra di paragone nota. Nel 2007 è ammontato a 94,1 milioni di dollari, di cui 14,3 sono arrivati da un solo donatore che ha voluto restare anonimo. Nel contribuire all'Obolo, le nazioni più generose sono state nell'ordine gli Stati Uniti e l'Italia, rispettivamente col 28 e col 13 per cento del totale. La Germania segue più distaccata, col 6 per cento.

Ma per il papa non c'è solo l'Obolo. Ci sono anche le offerte e i contributi che le diocesi e le congregazioni religiose di tutto il mondo sono tenute a versare al successore di Pietro, a norma del canone 1271 del codice di diritto canonico.

Nel 2007 tali contributi sono ammontati a 29,5 milioni di dollari, con in testa la Germania, 31 per cento del totale, gli Stati Uniti, 28 per cento, e l'Italia, 19 per cento. Le offerte sono libere, ma da qualche anno il Vaticano chiede alle diocesi di dare almeno 1 euro per ogni battezzato, e alle congregazione religiose almeno 10 euro per ogni iscritto. Di fatto, però, questi parametri sono largamente disattesi. Alcuni contribuenti danno di più, la maggior parte molto di meno. Il governo centrale della Chiesa resta lontanissimo dal reggersi su un regolato sistema di tassazione.

L'Obolo e le altre offerte al papa sono amministrate da un ufficio della segreteria di stato diretto da monsignor Gianfranco Piovano. È qui che la Santa Sede attinge per le numerose "emergenze", l'ultima un cospicuo contributo alla ricostruzione di Gaza. I denari sono depositati nello IOR, che da quando ha alla sua testa Caloia li amministra con molta prudenza. Il quarto mandato quinquennale consecutivo scade per Caloia nel giugno del 2009 e tra chi aspira a succedergli c'è Antonio Fazio, l'ex governatore della Banca d'Italia. Un altro nome che si sussurra è quello di Ettore Gotti Tedeschi, cinque figli, professore all'Università Cattolica, presidente in Italia del Banco di Santander e brillante commentatore economico per "L'Osservatore Romano". Ma è probabile che Caloia resti al suo posto ancora per un po'. A decidere saranno i cinque cardinali che vigilano sullo IOR, cioé in definitiva l'attuale segretario di stato, Tarcisio Bertone, e il suo predecessore e rivale Angelo Sodano, il cui ex segretario Piero Pioppo è saldamente piazzato dentro la banca col ruolo di "prelato".

Oltre all'Obolo, altri due bilanci resi pubblici nelle loro linee generali sono quello della Santa Sede e quello del governatorato della Città del Vaticano.

Le due amministrazioni fanno capo ciascuna a un cardinale: la Santa Sede al lombardo Attilio Nicora, presidente dell'APSA, Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, e il governatorato al piemontese Giovanni Lajolo, già ministro degli esteri vaticano e in precedenza nunzio in Germania. I conti delle due amministrazioni sono separati, e così le competenze.

Il governatorato è l'erede del vecchio Stato Pontificio. Si occupa di territorio, edifici, sicurezza, sanità, acque, energia, poste, francobolli, monete, comunicazioni, approvvigionamenti. Anche le ville papali di Castel Gandolfo ricadono sotto la sua giurisdizione, compresa un fattoria con frutta, verdura, olio, uova e 26 mucche da latte. Ha a suo carico circa 1800 dipendenti e 600 pensionati. Ma chiude quasi sempre in attivo. Il maggior cespite d'entrata è dato dai Musei Vaticani. Mentre più oscillanti sono i profitti finanziari. Nel 2006, ad esempio, riportò un attivo di 7,2 milioni di euro. L'anno dopo perdite per 8 milioni.

In ogni caso, il governatorato sa essere generoso. Si fa carico ogni anno della metà del deficit della Radio Vaticana, che pure non fa parte della sua giurisdizione. Infatti, priva com'è di pubblicità, la Radio Vaticana registra solo uscite, con nessuna entrata. Il suo costo annuo è attorno ai 24 milioni di euro, che le autorità della Chiesa ritengono comunque giustamente spese. Così come per "L'Osservatore Romano", col suo deficit annuo tra i 4 e i 5 milioni di euro.

Sia la radio che il giornale sono a carico dell'amministrazione della Santa Sede, al pari della tipografia e dell'editrice del Vaticano. Queste ultime nel 2007 sono risultate in attivo di oltre un milione di euro ciascuna, grazie soprattutto al successo di vendita dei libri di Benedetto XVI e ai proventi dei diritti d'autore. Anche il Centro Televisivo Vaticano ha un avanzo di mezzo milione di euro. Ma questi proventi sono niente di fronte al carico di spese richiesto per far funzionare l'intera macchina della curia, con i suoi 2.750 dipendenti e gli oltre 900 pensionati. Solo la congregazione per l'evangelizzazione dei popoli sta in piedi da sé, grazie soprattutto alle offerte della giornata missionaria mondiale. Le quasi duecento rappresentanze diplomatiche all'estero sono un puro costo.

Per far fronte a queste uscite, le risorse dell'APSA sono gli immobili di sua proprietà, a Roma e in alte città d'Europa, che nel 2007 hanno prodotto un reddito di oltre 36 milioni di euro, e gli investimenti finanziari, con un attivo nello stesso anno di 33 milioni di euro, nonostante un tracollo di 12 milioni patito sui tassi di cambio. Dopo tre anni di attivo, nel 2007 il consuntivo dell'amministrazione della Santa Sede è tornato in rosso per oltre 9 milioni di euro, come già era avvenuto nel 2003. E il bilancio del 2008 non promette bene, visti i tempi che corrono. Previdente, il Vaticano è tornato a puntare sull'oro. L'ultimo resoconto finanziario annuale, trasmesso ai vescovi la scorsa estate, afferma che la Santa Sede ne possiede per 19 milioni di euro, pari a una tonnellata di lingotti. E poi c'è il tesoro delle offerte al papa, sempre pronto a turare le falle.

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I consuntivi ufficiali degli ultimi cinque anni


AMMINISTRAZIONE DELLA SANTA SEDE (CURIA, DIPLOMAZIA, EDITORIA, RADIO, TV...)


2003: – 9,6 milioni di euro

2004: + 3,1 milioni di euro

2005: + 9,7 milioni di euro

2006: + 2,4 milioni di euro

2007: – 9,1 milioni di euro


GOVERNATORATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO (TERRITORIO, SERVIZI, MUSEI, FRANCOBOLLI, MONETE...)


2003: – 8.8 milioni di euro

2004: + 5,3 milioni di euro

2005: + 29,6 milioni di euro

2006: + 21,8 milioni di euro

2007: + 6,7 milioni di euro


OBOLO DI SAN PIETRO (PER LE OPERE CARITATIVE DEL PAPA)


2003: + 55,8 milioni di dollari USA

2004: + 51,7 milioni di dollari USA

2005: + 59,4 milioni di dollari USA

2006: + 101,9 milioni di dollari USA

2007: + 94,1 milioni di dollari USA

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Anno per anno, le sintesi ufficiali dei bilanci consuntivi consolidati della Santa Sede:

> 2003 A

> 2003 B

> 2004

> 2005 A

> 2005 B

> 2006

> 2007

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Un precedente servizio di www.chiesa sul tema:

> Il banchiere del papa racconta: "Ecco come ho risanato lo IOR" (18.6.2004)

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L'omelia del 6 ottobre 2008 di Benedetto XVI al sinodo dei vescovi, con il celebre passaggio sul crollo delle grandi banche e "i soldi che scompaiono, sono niente":

> "Cari fratelli nell'episcopato..."

 

Fonte: www.chiesa - 30 gennaio 2009

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Noi vittime dei preti pedofili

Decine di bambini e ragazzi sordi violentati e molestati in un istituto di Verona fino al 1984. E dopo decenni di tormenti, gli ex allievi trovano la forza di denunciare gli orrori. Ma molti dei sacerdoti sono ancora lì

Per oltre un secolo è stato un simbolo della carità della Chiesa: una scuola specializzata per garantire un futuro migliore ai bambini sordi e muti, sostenendoli negli studi e nell'inserimento al lavoro. L'Istituto Antonio Provolo di Verona ospitava i piccoli delle famiglie povere, figli di un Nord-est contadino dove il boom economico doveva ancora arrivare. Fino alla metà degli anni Ottanta è stato un modello internazionale, ma nel tetro edificio di Chievo, una costruzione a metà strada tra il seminario e il carcere, sarebbero avvenuti episodi terribili.

Solo oggi, rincuorati dalle parole di condanna pronunciate da papa Ratzinger contro i sacerdoti pedofili, decine di ex ospiti hanno trovato la forza per venire allo scoperto e denunciare la loro drammatica esperienza: "Preti e fratelli religiosi hanno abusato sessualmente di noi". Un'accusa sottoscritta da oltre 60 persone, bambini e bambine che hanno vissuto nell'Istituto, e che ora scrivono: "Abbiamo superato la nostra paura e la nostra reticenza".

Gli abusi di cui parlano sarebbero proseguiti per almeno trent'anni, fino al 1984. Sono pronti a elencare una lunga lista di vittime e testimoni, ma non possono più rivolgersi alla magistratura: tutti i reati sono ormai prescritti, cancellati dal tempo. I sordomuti che dichiarano di portarsi dentro questo dramma sostengono però di non essere interessati né alle condanne penali né ai risarcimenti economici. Loro, scrivono, vogliono evitare che altri corrano il rischio di subire le stesse violenze: una decina dei religiosi che accusano oggi sono anziani, ma restano ancora in servizio nell'Istituto, nelle sedi di Verona e di Chievo. Per questo, dopo essersi rivolti al vescovo di Verona e ai vertici del Provolo, 15 ex allievi hanno inviato a 'L'espresso' le testimonianze - scritte e filmate - della loro esperienza.

Documenti sconvolgenti, che potrebbero aprire uno squarcio su uno dei più gravi casi di pedofilia in Italia: gli episodi riguardano 25 religiosi, le vittime potrebbero essere almeno un centinaio.

La denuncia
Gli ex allievi, nonostante le difficoltà nell'udito e nella parola, sono riusciti a costruirsi un percorso di vita, portandosi dentro le tracce dell'orrore. Dopo l'esplosione dello scandalo statunitense che ha costretto la Chiesa a prendere atto del problema pedofilia, e la dura presa di posizione di papa Benedetto XVI anche loro hanno deciso di non nascondere più nulla. Si sono ritrovati nell'Associazione sordi Antonio Provolo e poi si sono rivolti alla curia e ai vertici dell'Istituto. Una delle ultime lettere l'hanno indirizzata a monsignor Giampietro Mazzoni, il vicario giudiziale, ossia il magistrato del Tribunale ecclesiastico della diocesi di Verona. È il 20 novembre 2008: "I sordi hanno deciso di far presente a Sua Eminenza il Vescovo quanto era loro accaduto. Nella stanza adibita a confessionale della chiesa di Santa Maria del Pianto dell'Istituto Provolo, alcuni preti approfittavano per farsi masturbare e palpare a loro volta da bambine e ragazze sorde (la porta era in quei momenti sempre chiusa a chiave).
 
I rapporti sodomitici avvenivano nel dormitorio, nelle camere dei preti e nei bagni sia all'Istituto Provolo di Verona che al Chievo e, durante il periodo delle colonie, a Villa Cervi di San Zeno di Montagna". E ancora: "Come non bastasse, i bambini e ragazzi sordi venivano sottoposti a vessazioni, botte e bastonature. I sordi possono fare i nomi dei preti e dei fratelli laici coinvolti e dare testimonianza". Seguono le firme: nome e cognome di 67 ex allievi.

Le storie
I protagonisti della denuncia citano un elenco di casi addirittura molto più lungo, che parte dagli anni Cinquanta. Descrivonomezzo secolo di sevizie, perfino sotto l'altare, in confessionale, dentro ai luoghi più sacri.
Quei bambini oggi hanno in media tra i 50 e i 70 anni: il più giovane compirà 41 anni fra pochi giorni. Qualcuno dice di essere stato seviziato fino quasi alla maggiore età. Gli abusi, raccontano, avvenivano anche in gruppo, sotto la doccia. Scene raccapriccianti, impresse nella loro memoria. Ricorda Giuseppe, che come tutti gli altri ha fornito a 'L'espresso' generalità complete: "Tre ragazzini e tre preti si masturbavano a vicenda sotto la doccia". Ma la storia più angosciante è quella di Bruno, oggi sessantenne, che alla fine degli anni Cinquanta spiccava sugli altri bambini per i lineamenti angelici: era il 'bello' della sua classe. E solo ora tira fuori l'incubo che lo ha tormentato per tutta la vita: "Sono diventato sordo a otto anni, a nove frequentavo il Provolo che ho lasciato a 15 anni. Tre mesi dopo la mia entrata in istituto e fino al quindicesimo anno sono stato oggetto di attenzioni sessuali, sono stato sodomizzato e costretto a rapporti di ogni tipo dai seguenti preti e fratelli.". Ha elencato 16 nomi. Nella lista anche un alto prelato, molto famoso a Verona: due sacerdoti del Provolo avrebbero accompagnato Bruno nel palazzo dell'ecclesiastico.

"Era il 1959, avevo 11 anni. Mi ha sodomizzato e preteso altri giochi sessuali. È stata un'esperienza terribile che mi ha procurato da adulto gravi problemi psicologici".

Il dramma
Un altro ex allievo, Guido, dichiara di essere stato molestato da un prete: "Avveniva nella sua stanza all'ultimo piano. E mi costringeva a fare queste cose anche a Villa Cervi durante le colonie estive e al campeggio sul lago di Garda". Carlo è rimasto all'istituto dai 7 ai 18 anni, e chiama in causa un altro sacerdote: "Mi costringeva spesso con punizioni (in ginocchio per ore in un angolo) e percosse (violenti schiaffi e bastonature) ad avere rapporti con lui". Altre volte si sarebbe trattato di bacchettate sulle mani, mentre di notte "nello stanzone dove dormivo con altri sordi spesso mi svegliava per portarmi nei bagni dove mi sodomizzava o si faceva masturbare. Non ho mai dimenticato".
Sono racconti simili. Tragedie vissute da bambini di famiglie povere, colpiti dalla sordità e poi finiti tra le mura dell'istituto; drammi tenuti dentro per decenni. Ricostruisce Ermanno: "La violenza è avvenuta nei bagni e nelle stanze dell'Istituto Provolo e anche nella chiesa adiacente". "Se rifiutavo minacciava di darmi un brutto voto in condotta, questi fatti mi tornano sempre in mente", scrive un altro. Giuseppe qualche volta a Verona incontra il suo violentatore, "ancora oggi quando lo vedo provo molto disagio. Non sono mai riuscito a dimenticare". Stando alle denunce, le vittime erano soprattutto ragazzini. Ma ci sono anche episodi testimoniati da bambine. Lina ora ha cinquant'anni, è rimasta "all'istituto per sordomuti dai sei ai 17 anni. A tredici anni nella chiesa, durante la confessione faccia a faccia (senza grata), il sacerdote mi ha toccata il seno più volte. Ricordo bene il suo nome. Io mi sono spaventata moltissimo e da allora non mi sono più confessata". Giovanna scrive che un altro prete "ha tirato fuori il membro e voleva che lo toccassi". E per molte ragazzine i fatti avvenivano nella chiesa dell'istituto, sotto l'altare. A qualcuna, però, è andata molto peggio.

Gli esposti
Oggi l'Istituto Antonio Provolo ha cambiato completamente struttura e missione. Le iniziative per il sostegno ai sordomuti sono state ridimensionate e vengono finanziate anche dalla Regione Veneto. Adesso l'attività principale è il Centro educativo e di formazione professionale, gestito interamente da laici, che offre corsi d'avanguardia per giovani ed è specializzato nella riqualificazione di disoccupati. Al vertice di tutto ci sono sempre i religiosi della Congregazione della Compagnia di Maria per l'educazione dei sordomuti, che dipendono direttamente dalla Santa Sede. Alla Congregazione si sono rivolti gli ex allievi chiedendo l'allontanamento dei sacerdoti chiamati in causa.Secondo la loro associazione, "c'è già stata più di un'ammissione di colpa". La più importante risale al 2006, quando don Danilo Corradi, superiore generale dell'Istituto Provolo, avrebbe incontrato più di 50 ex allievi. Secondo l'Associazione, il superiore a nome dell'Istituto avrebbe chiesto 12 volte scusa per gli abusi commessi dagli altri religiosi. I testimoni ricostruiscono una riunione dai toni drammatici: don Corradi che stringe il capo fra le mani, suda, chiede perdono, s'inginocchia. Ma i sordomuti avrebbero preteso l'allontanamento dei sacerdoti coinvolti, senza ottenerlo. A 'L'espresso' don Danilo Corradi fornisce una versione diversa: "Ho sentito qualcosa, ma io sono arrivato nel 2003 e di quello che è successo prima non so. Non rispondo alle accuse, non so chi le faccia: risponderemo dopo aver letto l'articolo".

La Curia
Da quasi due anni gli ex allievi si sono appellati anche alla Curia di Verona, informandola nel corso di più incontri. Il presidente della Associazione sordi Antonio Provolo, Giorgio Dalla Bernardina, ne elenca tre: a uno hanno preso parte 52 persone. E scrive al vescovo: "Nonostante i nostri incontri in Curia durante i quali abbiamo fatto presente anche e soprattutto gli atti di pedofilia e gli abusi sessuali subiti dai sordomuti durante la permanenza all'istituto, a oggi non ci è stata data alcuna risposta". L'ultima lettera è dell'8 dicembre 2008. Pochi mesi prima, a settembre, avevano fatto l'ennesimo tentativo, inviando una raccomandata al vescovo di Verona, monsignor Giuseppe Zenti. Senza risposta, "nonostante le sue rassicurazioni e promesse di intervento". Questa missiva è stata firmata da tre associazioni di sordi: Associazione Sordi Antonio Provolo, Associazione non udenti Provolo, Associazione sordi Basso Veronese-Legnago.

Il vescovo, interpellato da 'L'espresso', replica con una nota scritta: "Il Provolo è una congregazione religiosa. In quanto tale è di diritto pontificio e perciò sotto la giurisdizione del Dicastero dei religiosi. La diocesi di Verona, sul cui territorio è sorta la Congregazione, apprezza l'opera di carattere sociale da essa svolta in favore dei sordomuti". Poi monsignor Giuseppe Zenti entra nel merito: "Per quanto attiene l'accusa di eventuale pedofilia, rivolta a preti e fratelli laici, che risalirebbe ad alcune decine di anni fa, la diocesi di Verona è del tutto all'oscuro. A me fecero cenno del problema alcuni di una Associazione legata al Provolo, ma come ricatto rispetto a due richieste di carattere economico, nell'eventualità che non fossero esaudite. Tuttavia a me non rivolsero alcuna accusa circostanziata riferita a persone concrete, ma unicamente accuse di carattere generico. Non ho altro da aggiungere se non l'impegno a seguire in tutto e per tutto le indicazioni contenute nel codice di diritto canonico e nelle successive prese di posizione della Santa Sede. Nella speranza che presto sia raggiunto l'obiettivo di conoscere la verità dei fatti".

L'Associazione sordi Antonio Provolo risponde al vescovo negando qualunque ricatto o interesse economico: "Gli abbiamo soltanto fatto presente i problemi, noi vogliamo che quei sacerdoti vengano allontanati perché quello che hanno fatto a noi non accada ad altri".

da L'Espresso - 22 gennaio 2009 - Paolo Tessadri

 

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Antonio Fazio allo IOR

Adista (Via Acciaioli 7 – 00186 ROMA) ci informa che l'ex governatore della Banca d'Italia, noto per il suo senso degli affari, potrebbe di nuovo scendere in campo. Questi signori sono intramontabili in questa Italia degli affaristi.
Secondo il Sole 24 Ore l'ex governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio potrebbe essere il prossimo presidente dello Ior (Istituto per le Opere di Religione). "La candidatura di Fazio risulta forte" – ha scritto il quotidiano di Confindustria lo scorso 1 novembre – anche se sulla sua nomina incombono le ombre del "coinvolgimento nelle vicende alla base del processi in corso". Dalla parte di Fazio ci sarebbe però "la fiducia che hanno in lui i cattolici tradizionalisti dei Legionari di Cristo, in cui si riconoscono la moglie e una delle figlie, Maria Chiara, consacrata del Regnum Christi, ossia l'affiliazione di maggior impegno del movimento (simile ai numerati dell'Opus Dei)". Inoltre l'ex governatore può contare sull'appoggio del card. Giovanni Battista Re, che da "almeno 20 anni è l'anello di collegamento tra il Vaticano e il mondo economico finanziario".

 

Don Franco Barbero

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Don Cantini "spretato" su ordine di Benedetto XVI

Il parroco fiorentino, oggi 85 anni, è stato riconosciuto colpevole di abusi sessuali nei confronti dei suoi giovani parrocchiani tra il 1973 e il 1987 Una prima "sentenza" nel 2005 fu considerata troppo debole e inefficiente La richiesta dei fedeli di un supplemento d'indagine e dell'intervento diretto del Pontefice

ROMA - Il Papa, su proposta della Congregazione per la dottrina della fede, ha ridotto allo stato laicale don Lelio Cantini, il sacerdote di 85 anni ritenuto responsabile di abusi sessuali e psicologici negli anni 1973-1987 nella sua parrocchia fiorentina della Regina della Pace. Quattordici anni di abusi sessuali e ricatti e pressioni psicologiche che hanno trovato la forza di emergere solo nel 2004 quando le denunce delle stesse vittime hanno finalmente trovato ascolto.
 (Continua)

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Abusava di due bambine durante la confessione: prete romano condannato.

Abusava di 2 bambine durante la confessione: prete romano condannato a 4 anni

ROMA (9 maggio) - Quattro anni di reclusione per atti sessuali con minorenni: ad essere condannato è stato un sacerdote romano di 49 anni. Ha abusato di due bambine di 10 anni durante le confessioni, quando approfittando di essere "padre spirituale" delle ragazzine che frequentavano il corso di catechismo nella parrocchia Santa Rosa da Viterbo, nel quartiere di Tor di Quinto, avrebbe più volte abbracciato e baciato le due bambine dopo averle condotte nei locali della sagrestia e nel suo appartamento parrocchiale. Gli abusi, secondo l'accusa, si sarebbero prolungati fino alla primavera della scorso anno.

La sentenza è stata emessa dal gup di Roma Marina Finiti che ha giudicato il sacerdote con il rito abbreviato. Il magistrato ha accolto la richiesta di condanna del pm Francesco Scavo.

da Il Messaggero 

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Papa, America aspetta papamobile su quinta avenue

Nessuno si aspetta un bis della prima visita di Giovanni Paolo II negli Usa, che nel 1979 divenne un evento di massa e scatenò la 'papamania' americana per Karol Wojtyla. Ma l'attesa cresce comunque a Washington e New York per lo sbarco di Benedetto XVI (15-20 aprile), e le sfilate della papamobile sulla Quinta Avenue di Manhattan e nei pressi della Casa Bianca si preannunciano bagni di folla che agitano gli agenti del Secret Service. Il corpo speciale che protegge il presidente George W.Bush e i tre candidati alla sua successione, dovrà fare gli straordinari nei prossimi giorni per tenere in piedi un apparato di sicurezza per il Papa che a New York, in particolare, viene paragonato a quello allestito ogni 31 dicembre a Times Square, quando un milione di persone convergono per festeggiare il nuovo anno. "Ci sarà una presenza di polizia molto, molto visibile", avverte Paul Browne, portavoce del NYPD, il dipartimento di polizia newyorchese.

L'America post-11 settembre del resto mette la sicurezza in cima alla lista delle priorità e un Papa minacciato di recente da Osama bin Laden non poteva certo fare eccezione. "Abbiamo fiducia nei dispositivi di sicurezza che il governo americano attuerà", ha detto il segretario di Stato vaticano, cardinale Tarcisio Bertone, in interviste ai media statunitensi in vista della visita. "Il Papa ha fiducia in Dio - ha aggiunto il cardinale - e anche nei suoi angeli custodi, che non mancheranno in questo viaggio negli Stati Uniti". Le misure di sicurezza non impediranno comunque agli americani di dare un'occhiata da vicino a un pontefice che, dopo tre anni, ancora conoscono poco. Come ha notato il vaticanista americano John Allen, nel 2007 Benedetto XVI è finito due volte sulla prima pagina del New York Times, mentre Giovanni Paolo II, nel suo terzo anno di papato, la conquistò ben 25 volte. L'uomo della strada negli Usa, secondo Allen, del Papa sa più o meno tre cose: "Appare più mite di quello che ci aspettava alla sua elezione, ha avuto qualche problema tempo fa con i musulmani, e indossa scarpe di Prada". Circa 100.000 persone incontreranno il Papa nelle due grandi Messe in programma al Nationals Stadium di Washington (17 aprile) e allo Yankee Stadium di New York (20 aprile). Altre 20.000 persone, in gran parte studenti e docenti, avranno la possibilità di vedere il Papa alla Catholic University nella capitale il 17 aprile. Decine di migliaia di fedeli e curiosi, inoltre, potranno schierarsi lungo i tragitti della papamobile, che a Washington percorrerà oltre due chilometri di strade cittadine il 16 aprile (giorno dell'81mo compleanno del pontefice), dopo l'incontro tra Benedetto XVI e Bush alla Casa Bianca.

Il punto d'arrivo sarà la residenza del nunzio della Santa Sede negli Usa, che si trova proprio di fronte a quella del vicepresidente Dick Cheney. A Manhattan, il Papa salirà sulla propria speciale Mercedes per sfilare per 22 isolati sulla Quinta strada, dalla cattedrale di Saint Patrick alla residenza del nunzio all' Onu (72ma Strada): un percorso analogo a quello della parata annuale del Columbus Day, lungo Central Park. Altre folle, più ridotte, accoglieranno il Papa al Santuario dell'Immacolata Concezione a Washington, nella cattedrale newyorchese e presso un seminario alle porte di New York. Altri eventi papali avranno platee intime, come nel caso di un paio di incontri interreligiosi nelle due città, della visita che il Papa compirà a Ground Zero e delle cerimonie di arrivo e partenza di 'Sheperd One', come sarà battezzato l'aereo papale quando parcheggerà vicino all'Air Force One di Bush nella base aerea di Andrews (sheperd in inglese significa pastore).

Marco Bardazzi - ansa.it - 10/4/2008

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