Crimen Sollicitationis. Come la Chiesa cattolica ha coperto i crimini sessuali dei preti

pubblicato da Federico Punzi il 02 Ottobre 2006

Vi è scritto chiaramente che il Vaticano rivendica a sé il controllo di queste situazioni e che «tutto ciò che gli importa è contenere e controllare il problema». In nessun documento si accenna ad aiuti per le vittime, osserva Doyle. Anzi, denuncia, «la sola cosa che si dice è che possono essere intimidite, o punite per aver parlato o rivelato ciò che gli è accaduto».

Tutto avveniva sotto il controllo diretto del Vaticano e Ratzinger, che è stato ai vertici della Chiesa per la maggior parte degli anni in cui il Crimen Sollicitationis è stato applicato, e che ha elaborato il documento successivo, oggi è Papa. Ciò vuol dire, conclude Doyle, che questa politica, questo approccio sistematico, «non sono cambiati».

«Un domani il Papa potrebbe alzarsi e dire», auspica Doyle: “Ecco la nostra politica: piena ammissione dinanzi alle autorità civili, assoluto isolamento e licenziamento di tutti i preti riconosciuti colpevoli, trasparenza assoluta, completa apertura su tutte le questioni finanziarie, togliere tutti gli ostacoli ai procedimenti legali e collaborare pienamente, dovunque, con le autorità civili”.

L’arcivescovo di Birmingham, Vincent Nichols, ha replicato alle accuse sostenendo che il documentario della Bbc «distorce due documenti vaticani e li usa in modo fuorviante per collegare gli orrori degli abusi sui minori alla persona del Papa».

02 ottobre 2006
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