I gay minacciano la pace nel mondo? Il delirio di Ratzinger per il discorso del primo gennaio
(13/12/2007) Anticipazione. Il capo dello Stato Pontificio prepara un attacco privo di senso e tendente al ridicolo contro le legislazioni che tutelano l`amore.
Svelato il messaggio annuale del capo della chiesa cattolica al mondo. Sarà letto il primo gennaio in occasione della giornata mondiale della pace. E' intitolato "la famiglia umana, comunità di pace": in esso si chiede la distruzione delle armi nucleari, il rispetto per l'ambiente. Ma la minaccia più grande alla pace pare essere, nella testa del pastore tedesco, la presenza e regolamentazione di coppie gay. Per il capo della chiesa pace e famiglia tradizionale sono un link indissolubile e ogni tentativo di minacciare l'esclusività della famiglia tradizionale sarà combattuto con ogni mezzo dai cattolici.
(Continua)Lettonia: il cardinale chiede ai politici di eliminare i gay dalla vita pubblica
(12/12/2007) Nonostante nella giornata di ieri la Lettonia, insieme all`Italia e alla Finlandia, siano state richiamate dalla Commissione Europea per insufficienti misure anti omofobia, il cardinale Pujats chiede di disapplicare le leggi europee "contro la morale".
RIGA - Il cardinale cattolico della Lettonia Pujats ha chiesto pubblicamente ai partiti politici di fare una legge che vieti ai gay di essere eletti a cariche pubbliche. Mentre il paese si prepara ad eleggere un nuovo parlamento l'alto prelato nella sua lettera al paese chiede ai tre principali partiti politici di non mettere in lista nessun gay e di non nominare alcun omosessuale a cariche non elettive: i party leaders devono "essere pronti a difendere la nazione contro l'invasione dell'omosessualità nella vita pubblica", secondo quanto riporta il Baltic News Service. Il cardinale continua inoltre dicendo che le leggi europee devono essere disapplicate se vanno contro la morale della nazione. Tutti e tre i principali partiti hanno preso le distanze dalle posizioni del cardinale. Ieri Lettonia e Italia sono state ufficialmente richiamate dall'Unione Europea per non aver approvato una legge contro le discriminazioni basate sull orientamento sessuale.
Giorgio Lazzarini - Gay.tv
Confermato: il Concilio fu "svolta epocale". La scuola di Bologna annette il papa
Con mossa ardita, i fautori della "discontinuità" del Vaticano II
rispetto alla Chiesa del passato dicono che Benedetto XVI sta dalla
loro parte. Ruggieri, Komonchak e altri lo spiegano sulla loro rivista.
Ma è proprio così?
ROMA, 11 dicembre 2007 – Per quasi due anni, il memorabile discorso con il quale Benedetto XVI aveva criticato e respinto l'interpretazione del Concilio Vaticano II come "discontinuità e rottura" era rimasto senza risposta. Nessuno degli storici e teologi apparentemente presi di mira aveva replicato alle argomentazioni del papa.
Ma oggi la risposta è finalmente arrivata, in forma quasi ufficiale, con quattro saggi di quattro studiosi molto rappresentativi, pubblicati sull'ultimo numero di "Cristianesimo nella storia", la rivista dell'Istituto per le Scienze Religiose di Bologna.
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La lobby cattolica nella sanita' brasiliana
La pressione di settori cattolici, dalla Cnbb alla Pastorale per l’infanzia, ha portato, alla XIII Conferenza nazionale sulla salute, conclusasi in Brasilia il 18 novembre, a respingere una mozione sull’interruzione volontaria di gravidanza. Ciò riporta alla memoria gli sforzi, per anni, di settori cattolici, guidati dal deputato e prete Arruda Câmara, della Democrazia Cristiana, contro il divorzio, per quanto questo sia stato successivamente approvato. In passato, settori ufficiali della Chiesa avevano promosso campagne contro la secolarizzazione dei cimiteri, per l’obbligo dei cappellani nelle Forze Armate e per l’insegnamento religioso obbligatorio, in dibattito serrato con Anísio Teixeira e altri difensori della Escola Nova (movimento di rinnovamento dell’insegna-mento di cui Teixeira fu una delle principali figure, ndt). Era sempre la difficoltà di accettare una società pluralista e democratica, in cui i principi di una religione non possono prevalere sull’insieme della società, con altri credo e senza credo alcuno. Si tratta di una posizione intollerante, che og-gi incontriamo in settori fondamentalisti dell’Islam degli Ayatollah, degli integralisti cattolici e dell’entourage del presidente Bush. Come laico cattolico, voglio esprimere qui il mio dissenso nei confronti di settori della mia stessa Chiesa.
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Vaticano uber alles
In Italia la politica, di centro sinistra o di centro destra, ha sempre un comune denominatore: prende ordini dalle potenze straniere. La prima è il Vaticano, la seconda gli Stati Uniti.
La prima detta le nostre leggi, la seconda insedia basi militari in
Italia e ci arruola per le guerre, come i mercenari di una volta.
Tra
le due la più pericolosa è, senza dubbio, il Vaticano. Ha più
esperienza e vince (sempre) le sue battaglie facendole combattere ai devoti partiti italiani che stanno in Parlamento.
Telmo Pievani, che ha documentato tutto nel libro “Sante Ragioni”, mi ha scritto una lettera.
“Caro Beppe,
vorrei parlarti dei comportamenti recenti di una delle numerose “caste” che popolano il nostro paese. Sto parlando della casta ecclesiastica e dei suoi sempre più numerosi accoliti presenti nell’arco costituzionale e nei media.
Napoli. Arcigay: grave l'attacco ai nostri banchetti da parte di un gesuita
"Durante la giornata mondiale per la lotta contro l'Aids del 1°
Dicembre un gesuita si scaglia contro i nostri banchetti informativi a
Piazza del Gesù". A denunciare il grave atto di omofobia e intolleranze
è Salvatore Simioli presidente dell'Arcigay Napoli.
"L'aggressione
verbale ai danni dei volontari dell'Arcigay di Napoli – prosegue
Simioli - e dei medici dell'Ospedale Cotugno è un chiaro ed allarmante
sintomo del livello di arroganza di alcuni ed anacronistici 'sepolcri
imbiancati', privi di senso civico ed amore per il prossimo.
(Continua)
Canzoni durante la messa e SIAE. I diritti d'autore domenicali
I prelati disobbediscono a Papa Ratzinger. Nella Capitale niente messa in latino
Non è tutto oro quel che luccica. Anche all’interno del Vaticano. E se Papa Ratzinger sembra potere contare su una classe politica pressochè genuflessa, a destra come a sinistra, non così si può dire dei suoi parroci romani. Che, come riferisce una fonte dell’Opus Dei a “L’opinione”, “appena escono di cinquanta metri dalle mura Leonine fanno come vogliono”. Prendiamo la famosa messa in latino: quasi nessuno vuole sentirne parlare. E i parroci dicono di no anche ai fedeli che espressamente chiedono questo rito, ovviamente depurato dall' allusione ai “perfidi giudii” e in generale all’accusa di deicidio rivolta agli ebrei. Capita sempre più spesso proprio ai matrimoni o ai funerali di ottenere rifiuti in materia di latino e dintorni. E le cerimonie sacre sempre più spesso si trasformano in ring di polemiche tra il macabro e il grottesco tra i parenti del de cuius e i preti. Che non transigono, per motivi molto più banali, anche sulla scelta dei canti per la liturgia. Sempre più difficile farsi suonare Bach o Brahms. La pretesa è quella di andare avanti con i motivetti tipo “..resta con noi signore Alleluja..” o “..a te signore leviamo i cuori a te signore noi li doniam..”.
Motivetti che vengono preferiti a Bach e Bramhs per due semplicissimi motivi: il primo è perché tra i preti romani è fortissima la lobby della “messa beat”, essendo tutti, o quasi, catto comunisti e post conciliari (e infatti il Concilio Vaticano II sta ai sacerdoti come il ’68 sta ai laici, ndr); il secondo è perché su quegli insulsi motivetti c’è chi ci becca fior di soldi di diritti d’autore. Con tanto di registrazione alla Siae. E si tratta di preti o monsignori, come monsignor Frosina della Chiesa degli artisti di piazza del Popolo. Che è l’autore delle “canzonette da chiesa” più note.

