Giovedì, Agosto 09, 2007
Torino, un terzo sacerdote coinvolto nell'inchiesta sulla violenza sessuale
Ci sarebbe anche un altro prete coinvolto nella storia di estorsione che ha portato in carcere Salvatore Costa. Don Vaudagnotto iscritto nel registro degli indagati
TORINO - Ci sarebbe un terzo prete coinvolto nella brutta storia di estorsione
che ha portato all'arresto di Salvatore Costa, 24 anni, il giovane che
per mesi ha estorto denaro a sacerdoti torinesi accusati da lui di
averlo molestato sessualmente. Un sacerdote più giovane degli altri due
e che avrebbe anche lui conosciuto Costa quando questi era minorenne,
un prete dell'hinterland torinese solitamente vicino ai giovani.
A fare il suo nome è stato lo stesso Costa tuttora in carcere e le cui
dichiarazioni sono vagliate con cautela dai magistrati. "Avevo bisogno
di soldi per pagare le spese di casa e crescere le mie bambine", ha
detto il giovane agli inquirenti per giustificare le richieste di
denaro. "La sua convivente, una casalinga, aiutata economicamente dalla
sua famiglia - dice il difensore di Costa, l'avvocato Roberto De Sensi
- era all'oscuro di tutto. Conosceva i suoi trascorsi di quando era
minore e più volte era finito a chiedere aiuti in oratori e fondazioni
religiose, ma non la sua decisione di procurarsi denaro in questo
modo".
E che Costa fosse davvero disperato lo dimostrerebbe il fatto che ha
reiterato il reato anche dopo essere uscito una prima volta di prigione
a metà luglio. Il giovane dovrebbe essere interrogato nuovamente dai
magistrati nei prossimi giorni. "Il mio assistito ha sicuramente
compiuto un reato, un reato anche grave - aggiunge De Sensi - e ne
risponderà, ma è giusto che vengano messi tutti i puntini sulle i e che
se vi sono responsabilità, di altro genere, vengano accertate".
(8 agosto 2007) - Repubblica.it

