Giovedì, Novembre 22, 2007

Il Vaticano litiga con Israele perche' non vuole pagare le tasse (che di fatto gia' non paga)

Le relazioni diplomatiche tra vaticano e Israele sono storicamente segnate da alti e bassi. Tuttavia, nelle ultime settimane, i due stati sono arrivati ai ferri corti in merito ai privilegi fiscali che la Chiesa Cattolica vorebbe ottenere in terra santa.


Il vaticano detiene relazioni diplomatiche ufficiali con lo stato ebraico dalla firma degli Accordi Fondamentali del 1993, in cui, per la prima volta, si cerca di trovare una soluzione certa a questioni come le proprietà, i servizi resi alle popolazioni e le esenzioni fiscali.

Il vaticano vorrebbe procedere urgentemente ad un accordo che preveda l'ufficializazione dei privilegi fiscali di cui la chiesa già usufruisce in terra santa, ma che non sono previsti da nessuna legge. La santa sede inoltre, vorrebbe che lo stato di Israele pagasse il vaticano per i servizi caritatevoli che vengono resi dalle strutture cattoliche.

I rapporti sono tornati tesi tanto che Pietro Sampi, l'ex ambasciatore vaticano a Gerusalemme ha rilasciato una dura intervista in cui accusa lo stato ebraico di non rispettare i patti e di assenza di volontà politica. Ed è volato negli USA per chiedere aiuto agli americani. E' fermo obiettivo della chiesa ottenere il più velocemente possibile una legge che garantisca il proprio patrimonio immobiliare e finanziario in terra santa, anche alla luce dell'incerta situazione mediorientale. Per questo motivo il vaticano è disposto a giocare tutte le proprie carte.

da Chiesa Cattiva - 22/11/2007 

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