Ratzinger modifica la legge elettorale di Wojtyla

di Andrea Tornielli - mercoledì 27 giugno 2007, 07:00
da Roma

Papa Ratzinger ha varato una sua mini-riforma elettorale cancellando uno dei punti più innovativi (e contestati) della legge sul conclave promulgata da Giovanni Paolo II nel 1996 con la Costituzione apostolica Universi Dominici gregis: nella futura elezione papale non sarà più possibile designare un Pontefice a maggioranza assoluta, con la metà più uno dei suffragi degli elettori, ma sarà sempre necessaria la maggioranza dei due terzi dei consensi, così com’è sempre avvenuto. Benedetto XVI ha pubblicato ieri a sorpresa il «Motu proprio» che modifica il paragrafo 75 del testo di Wojtyla, nel quale era previsto che dopo un certo numero di scrutini (33 o 34) e dieci-tredici giorni di votazioni andate a vuoto, i porporati potessero abbandonare la maggioranza dei due terzi e passare a quella assoluta.  (Continua)

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Sconti alla Chiesa sull'Ici la Ue ora processa l'Italia

di Curzio Maltese

Sarà aperta una pratica d'infrazione per violazione delle norme sulla concorrenza. Sotto tiro negozi e alberghi "collegati" a luoghi sacri .

C''è chi in Italia è abituato a ottenere privilegi da qualsiasi governo e autorizzato a non pagare il fisco, ma sul quale nessuno osa moraleggiare. Pena l'accusa di anticlericalismo. L'anomalo rapporto fra Stato italiano e clero è invece finito da tempo sul tavolo dell'Unione europea, che si prepara a mettere sotto processo il nostro Paese per i vantaggi fiscali concessi alla Chiesa cattolica, contrari alle norme comunitarie sulla concorrenza. Oltre che alla Costituzione, meno di moda. Al centro del caso è l'esenzione del pagamento dell'Ici per le attività commerciali della Chiesa. La storia è vecchia ed è tipicamente italiana.

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Rudy Giuliani e i preti pedofili

Di una buona strategia di spin avrà bisogno anche Rudy Giuliani per parare il colpo gobbo di Slate - che è sunteggiato e reso più preciso da Marc Ambinder e linkato da Andrew Sullivan: la notizia, cioè, che starebbe proteggendo un prete cattolico accusato di molestie sessuali e coinvolto nel "cover up" dello scandalo pedofilia che ha squassato le diocesi USA.

http://giornalismoparma.typepad.com/paferrobyday/2007/06/difficile-scriv.html

Roma 35 mila richieste di sfratti. Un quarto degli immobili è della Curia

In un giorno di seduta parlamentare, Francesco Rutelli, si affacciò da un balcone di Palazzo Montecitorio per sostituire la bandiera italiana con quella dello Stato del Vaticano.

15/6/2007
di Sara Di Francesca

In una grande città metropolita come Roma le vicende che si intrecciano sono numerose, tanti i protagonisti coinvolti e tante le storie da raccontare.

Queste storie in realtà non sono altro che la quotidianità dei 2.550.000 abitanti della Capitale, che coinvolti in alterne vicende si trovano a dover combattere sempre contro un nemico ma tutto assume una connotazione diversa se il “nemico” è lo Stato del Vaticano. Ebbene si, ci troviamo davanti ad uno dei lati “negativi” dell’amministrazione di uno Stato. Accettiamo le ingerenze sulla politica nazionale ed internazionale della Chiesa, gli appelli sul valore della famiglia, l’indicazione della “retta via” ma non possiamo accettare le ingiunzioni di sfratto ai cittadini che vivono negli appartamenti di sua proprietà. In un periodo in cui si vede la Chiesa sempre al centro di continui attacchi da parte dei laici e degli atei, i cristiani rimangono davvero disarmati di fronte ad alcuni atteggiamenti poco condivisibili e poco osservanti dei diritti altrui. A Roma un quarto degli immobili è della Curia e nel territorio italiano conta circa il 20-22% del patrimonio accumulato in seguito ad offerte di privati. Ma non si tratta esclusivamente di donazioni, molti edifici sono stati costruiti nel dopoguerra con i soldi americani del piano Marshall riservati alla Santa Sede, godendo inoltre di ulteriori privilegi come la riduzione del 50% dell’Ires, l’imposta sul reddito cui vanno ricondotti i redditi fondiari derivanti da affitto di immobili. Inoltre gli appartamenti del centro storico, sono accatastati come case popolari o ultrapopolari, quindi pagano un decimo dell’ICI ma il canone di affitto è alto come un qualsiasi appartamento del centro di Roma.

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Preti pedofili: Santoro concordò la trasmissione con il Vaticano

Dopo la bufera politica sulla messa in onda del documentario della Bbc "Sex crimes & Vatican" sui preti pedofili, prevista per il 31 maggio, a pochi giorni dal primo turno delle amministrative, la Voce ha scoperto i retroscena della trasmissione Anno Zero di Michele Santoro. L'ex eurodeputato trattò, in un incontro con monsignor Rino Fischella, vescovo vicario di Roma (il "vice" del Papa) il "taglio" da dare alla tarsmissione: si sarebbe parlato solo di "casi indivuduali", per evitare il coinvogimento diretto del Vaticano, ed evitare così alla Santa Sede le accuse di protezione dei preti accusati di reati sessuali. La prova è nella trasmissione stessa, nella quale il conduttore, sin dalle battute iniziali, specifica continuamente che si tratta di "casi individuali".

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Il Vaticano, niente più soldi ad Amnesty, l'organizzazione è diventata abortista

Annuncio del cardinale Renato Martino, presidente del Pontificio consiglio giustizia e pace
La replica: "Garantiamo solo i diritti delle donne vittime di violenza in trincea"
di MARCO POLITI

CITTÀ DEL VATICANO - La Santa Sede rompe i ponti con Amnesty International. Il cardinale Renato Martino, presidente del Consiglio Giustizia e Pace, annuncia da New York la sospensione di ogni aiuto finanziario all'organizzazione, che da decenni difende i diritti umani in tutto il mondo e che lui stesso definisce benemerita. La colpa, secondo il Vaticano, ricade su Amnesty per la sua scelta di considerare anche l'aborto un diritto fondamentale da tutelare. "Conseguenza inevitabile di tale decisione - dichiara il cardinale Martino alla rivista americana National Catholic Register - sarà la sospensione di ogni finanziamento ad Amnesty da parte delle organizzazioni ed anche dei singoli cattolici". Il porporato ha soggiunto che "grazie a Dio non esiste un diritto di aborto internazionalmente riconosciuto come si deduce dalla conferenza Onu del Cairo sulla popolazione, che ha escluso l'aborto come mezzo lecito di controllo delle nascite".

Amnesty ha subito replicato: "Non abbiamo mai ricevuto denaro dal Vaticano o da organi che dipendono dalla Chiesa cattolica". Proprio a garanzia dell'indipendenza dell'organizzazione lo statuto esclude la possibilità di ricevere fondi da governi, confessioni religiose, enti di qualsiasi genere.
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