Sondaggio Demos: il 51% vuole che la Chiesa non influenzi le scelte legislative

Ampie minoranze (45%) si dichiarano contro i diritti alle coppie di fatto e l'eutanasia
Tra i fedelissimi della messa Pdl avanti di 20 punti sul Pd
Nella classifica dei problemi ritenuti prioritari la tutela della vita è solo al nono posto


"UTILI, ma poi ciascuno si deve regolare secondo coscienza": è questo il criterio prevalente, fra gli italiani, nel valutare le indicazioni della Chiesa sulle questioni che riguardano la vita, la morale, la sessualità. Il cattolicesimo rimane un riferimento forte per otto persone su dieci, ma in pochi considerano le prescrizioni della Chiesa vincolanti per i propri comportamenti. Viene accettato il suo intervento sulla vita pubblica, ma respinto il tentativo di orientare il processo legislativo. Dal punto di vista politico, si osserva invece un sensibile sbilanciamento "a destra" dei cattolici praticanti. E' quanto emerge da un'ampia indagine, realizzata da Demos per la Repubblica, che ha come focus le relazioni tra società, religione e politica.

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Bologna: obiezione e caccia alle streghe!

Il 7 marzo a Bologna alcun* attivist* del TPO hanno fatto una azione di protesta [Video] davanti una farmacia per lanciare "una campagna di boicottaggio alle farmacie che non vendono il contraccettivo di emergenza (pillola del giorno dopo) con un’azione simbolica: lanciando polistirolo a forma di pillola, esponendo uno striscione, volantinando e attaccando adesivi sulla vetrata della farmacia. Il responsabile della farmacia aveva reagito in modo molto violento, insultando, aggredendo una delle militanti e cercando di stapparle il megafono, salvo poi denunciare i manifestanti stessi."

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Laicità repressa

Se c'è un problema di minoranze offese e marginalizzate, oggi in Italia, esso riguarda i laici

La Città del Vaticano, in termini di diritto internazionale, è uno Stato sovrano titolare di 'soggettività internazionale'. È ammesso come osservatore permanente all'Onu, mantiene rappresentanze diplomatiche presso gli organismi internazionali e scambia ambasciatori accreditati con tutto il mondo. In termini istituzionali la Città del Vaticano è una sorta di monarchia elettiva. Al vertice dello Sato vi è infatti una figura assimilabile a un presidente a vita, eletto da un conclave di maggiorenti (i cardinali). Il pontefice esercita la sua attività coadiuvato da un consiglio da lui scelto (come nelle corti di un tempo) a cui sono affidati compiti e funzioni varie; ma è da lui che promana ogni iniziativa in campo civile, oltre che religioso ovviamente. Come è scritto nel sito ufficiale del Vaticano, "nell'esercizio della sua suprema, piena ed immediata potestà sopra tutta la Chiesa, il romano Pontefice si avvale dei dicasteri della curia romana, che perciò compiono il loro lavoro nel suo nome e nella sua autorità, a vantaggio delle Chiese e al servizio dei sacri pastori". Del resto, anche l'articolo 1 della Costituzione della Città del Vaticano, entrata in vigore il 22 febbraio 2001, non lascia adito a dubbi sul suo ruolo: "Il Sommo Pontefice, Sovrano (sic) dello Stato della Città del Vaticano, ha la pienezza dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario".  (Continua)

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Mary Ann Glendon, l'ambasciatrice pro-life

Il 29 febbraio è stato ricevuto da Benedetto XVI il nuovo ambasciatore americano presso la Santa Sede, la cattolica Mary Ann Glendon.

Negli anni passati, la Glendon ha lavorato a stretto contatto con la Santa Sede, un lavoro tutto incentrato attorno alle tematiche della vita che l'ha portata a divenire, sotto il pontificato di Giovanni Paolo II, visiting professor alle pontificie università Gregoriana e Regina Apostolorum di Roma e in seguito, nel 1995, capo della delegazione vaticana alla conferenza di Pechino sulle donne. In questa occasione, si distinse per la tenacia e l'abilita' con cui difese le posizioni vaticane su aborto, contraccezione, salute femminile. A partire dal 2004, è stata presidente della pontificia Accademia delle Scienze Sociali mantenendo, nel contempo, l'insegnamento di legge all'università di Harvard.

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Corrado Guzzanti torna in tv con Don Pizzaro: "A chi abortisce togliamo i punti della patente"



A 'Parla con me' di Serena Dandini nei panni di Don Pizzarro. Nel mirino Ferrara: ''A chi abortisce togliamo i punti della patente''

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L'alleanza tra Cei e Ancona finisce in tribunale. Era nata per "purificare lo sport dal business"

Doveva «pacificare il calcio professionistico e purificarlo dal business», ma ora è guerra di denari sul «progetto soccer» benedetto dal Pontefice. In ottobre la firma al Pontificio oratorio San Pietro dell'accordo tra l'Ancona (in lotta per la promozione in serie B) e il Csi (Centro sportivo italiano) collegato alla Cei, la Conferenza episcopale italiana (i vescovi). Poi l'udienza in Vaticano e la consegna a Ratzinger della nuova maglia della società marchigiana, personalizzata col nome del Papa. Con tanto d'appello del segretario di Stato, Tarcisio Bertone, «a cogliere la valenza educativa dello sport, fattore di autentica promozione umana», prima dell'amichevole tra l'Ancona e le All Star Clericus Cup, selezione dei migliori atleti del Mondiale pontificio per seminaristi e sacerdoti. Le partite della «squadra del Papa», col logo Csi sul petto, finirono sulle tv di tutto il mondo, accompagnate da proclami per lo «sport etico» e dal codice di comportamento per i giocatori: niente scorrettezze o insulti in campo, pena prestazioni di volontariato obbligatorie.
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Vaticano, precarie e sfruttate “in nome di dio”. Le hostess dei bus turistici

Lavorano per il Vaticano e sono in nero. Chi sono? Non sono suore. Sono le lavoratrici dell’Orp, l’Opera romana pellegrinaggi, ribattezzata per un giorno “organizzazione reclutamento precarie”. Ieri hanno manifestato davanti alla stazione Termini, luogo dove normalmente si danno appuntamento per prendere servizio, denunciando una situazione di totale azzeramento dei diritti e una remunerazione da fame. Sei euro e venti centisimi al giorno l’ora. E’ questo l’obolo che circa venti hostess ricevono per prestare la loro assistenza sui bus di “Roma Cristiana” una sorta di giro turistico per accedere al quale i pellegrini pagano quasi venti euro.

Nessun problema con l’orario di lavoro, ma la dispobilità a coprire eventuali rimpiazzi deve essere totale. Se protesti, però, non prendi serivizio e se durante il lavoro qualcuno, magari un agente di polizia che ferma l’automezzo per i controlli di routine, vuole capire che ci fai lì devi far finta di niente.

«E’ successo anche questo - racconta una delle ragazze - e quando ero quasi riuscita a strappare al poliziotto la promessa che almeno avrebbe fatto un verbale è intervenuta la mia coordinatrice ed ha fatto in modo di mettere tutto a tacere. Sono questi i controlli di cui parla il ministro del Lavoro Damiano?». Il fatto si è verificato il 26 febbraio scorso alle 12.30 in via della Conciliazione, dove “Roma Cristiana” ha un capolinea.
La protesta di ieri si è fatta sentire. Tanto che l’Orp per un giorno ha dovuto annullare il “santo tour”. Lunedì gli avvocati dei Cobas inizieranno le pratiche con la richiesta di regolarizzazione. «E’ ora che le gerarchie Vaticane - si legge in un volantino dei Cobas - anziché lanciare precetti morali al mondo intero, inizino a fare pulizia totale di ogni forma di precarietà e sfruttamento nelle proprie aziende. Iniziando dalle hostess dei bus di Roma Cristiana che hanno diritto tute a un contratto regolare e a una retribuzione dignitosa».
 

Fabio Sebastiani - Liberazione - 9 marzo 2008

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