La Diocesi di Treviso: "Moschea in chiesa? Non si può fare, il parroco obbedisca"

Il vescovo interviene sull'uso dell'oratorio di Paderno Ponzano concesso ai musulmani. La difesa di don Aldo: "Inutile parlare di dialogo se poi gli sbattiamo la porta in faccia"

TREVISO - ''La chiesa parrocchiale di Paderno di Ponzano veneto non è mai stata data alla comunità islamica per incontri di preghiera''. Lo precisa il vicario generale della diocesi di Treviso, monsignor Corrado Pizziolo, intervenendo sulle polemiche relative agli incontri di preghiera dei musulmani di Paderno in un locale adiacente all'oratorio parrocchiale.
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Don Giulio Tam e il rosario fascista contro l'invasione islamica

PONTEDERA. Un rosario con tanto di benedizione finale «contro l´invasione islamica», preceduto dall´ inno nazionale italiano. L´ha recitato don Giulio Tam (noto anche per avere pregato contro la costruzione di una moschea) davanti a una cinquantina di simpatizzanti di Forza Nuova, che hanno usato riti e simboli cattolici per la battaglia politica contro gli immigrati, mentre corso Matteotti era presidiato da un centinaio di poliziotti e carabinieri. Il tabernacolo con la Madonna, a pochi metri dalla sede del movimento di estrema destra, è stato la prima sosta del sarcerdote invitato per guidare una fiaccolata che è stata vietata dal questore di Pisa per motivi di ordine pubblico.
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Mons. Vecchi: "La moschea non è come una parrocchia"

Dopo l'affondo di Merola contro la Curia, il vescovo ausiliario attacca: "Non si possono paragonare due realtà così diverse, la parrocchia 'appartiene al nostro tessuto sociale', la moschea, invece, si introduce in un ambiente politico che ha bisogno di essere verificato"

Bologna, 12 settembre 2007 - I dubbi sulla moschea, all'interno della Curia bolognese, rimangono. E di certo, l'affondo di ieri contro via Altabella dell'assessore all'Urbanistica del Comune di Bologna, Virginio Merola, non migliora l'atmosfera. Il nodo non sono solo le dimensioni della moschea, ma l'uso in se' che viene fatto del luogo, sia come sede di culto sia come fonte di aggregazione sociale. Di fatto "si da' un'altra citta'" afferma Ernesto Vecchi, vescovo ausiliare di Bologna, che oggi, a margine della tre giorni del clero, torna a parlare dell'argomento. Con la moschea, spiega Vecchi, "si da' un'altra agenzia culturale che non si contrappone alla Chiesa ma allo Stato laico". Resta comunque il fatto che, ribadisce il vescovo in risposta a Merola, "le moschee non si possono mettere sullo stesso piano delle parrocchie, che sono realta' diverse".
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Milano: trasferito il prete che ha difeso i rom

34029. MILANO-ADISTA. Una storia emblematica di questi nostri tempi, in cui ci si accanisce contro lavavetri, prostitute e writer metropolitani e chi difende i poveri e gli immigrati viene lasciato solo, divenendo spesso oggetto di contestazione o emarginazione da parte della sua comunità. Come ad Opera, cittadina di 14mila abitanti a sud di Milano, dove don Renato Rebuzzini, 65 anni, parroco della parrocchia dei Ss. Pietro e Paolo, noto per il suo impegno a fianco dei rom, se ne va dopo quasi 14 anni: dal primo settembre, infatti, a dire messa al suo posto c’è un nuovo parroco, don Olinto Roberto Ballerini. In Curia assicurano che l’avvicendamento è fisiologico. Anche don Renato sostiene che la sua partenza era concordata da diversi mesi. Ma è difficile pensare che alla base del trasferimento di don Roberto non vi sia il clima di tensione causato dal suo forte impegno in difesa dei nomadi del campo di Opera.
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Polonia, vade retro Radio Maryja

L'emittente che divide la Chiesa

Grazie a noi e alla nostra Radio Maryja le questioni polacche ora sono conosciute in tutto il mondo...». Per una volta padre Tadeusz abbandona microfono e frequenze. Meglio scrivere, adesso. Ora che la Polonia rientra in una campagna elettorale che s’annuncia spietata, meglio evitare altre denunce e altre accuse. Meglio, soprattutto, non irritare i vescovi nemici e non esporre i vescovi amici. E così padre Tadeusz Rydzyk scrive su «Nasz Dziennik», Il Nostro Giornale: il suo giornale. «Che democrazia europea è quella dove i cattolici non hanno gli stessi diritti nel chiedere finanziamenti? I deputati guadagnano troppo a nostre spese!».
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Intervista a Marco Aurelio Rivelli autore di "L'Arcivescovo del genocidio"

 

L'arcivescovo del genocidio

 

Il suo volume "L'Arcivescovo del genocidio"( Milano '99 Kaos edizioni L. 35.000) ha destato grande scalpore per la documentazione sul genocidio effettuato dagli ustascia di Ante Pavelic nei confronti dei serbo-ortodossi negli anni '41-'45 con la complicità del clero cattolico e con l'avvallo del Card. Stepinac, allora Primate di Croazia.Cosa l'ha indotto a scrivere di questo argomento?

Ho sviluppato la tesi di laurea che ho dato nel '81 all'Università "la Sapienza" di Roma. L'argomento allora ed in seguito mi ha coinvolto moltissimo sia per la mia passione per gli studi storici sia perché mi sono reso progressivamente conto che questo aspetto della seconda guerra mondiale era tra i più ignorati nella cultura occidentale e che questa ignoranza era inconcepibile per la gravità dei fatti che sono riuscito a ricostruire.
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Il Congresso ebraico attacca il Papa: "Ha ricevuto il direttore di Radio Maryja" - Ma un anno fa Benedetto XVI la accusava di essere "antisemita"

 Ratzinger lo ha incontrato domenica in udienza privata a Castel Gandolfo. Per gli ebrei europei l'emittente diretta da Rydzyk è "antisemita e ultraconservatrice"

ROMA - Ha tutta l'aria di un incidente diplomatico quello scoppiato tra la Santa Sede e il Congresso ebraico. Colpa dell'udienza privata che Benedetto XVI ha concesso domenica scorsa a Castel Gandolfo a Tadeusz Rydzyk, direttore di Radio Maryja.

"Il Congresso ebraico europeo - è scritto in una nota dell'Associazione che riunisce le comunità ebraiche di tutta Europa - è scioccato di apprendere che Papa Benedetto XVI ha ricevuto in udienza privata e nella sua residenza estiva Tadeusz Rydzyk, il direttore dell'antisemita Radio Maryja". Ejc, acronimo del Congresso ebraico, si dice "attonito del fatto che il Papa ha concesso un'udienza privata e la benedizione a un uomo e a un'istituzione che ha appannato l'immagine della Chiesa Polacca".
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