Don Gelmini, 50 le denunce per abusi

ROMA — È come se avessero preso coraggio all'improvviso, trovando la forza di rivelare segreti fino ad allora apparsi inconfessabili. Sono una cinquantina le persone che durante l'estate hanno presentato formale denuncia contro don Pierino Gelmini. Si sono unite al coro di chi lo accusa di averli molestati, insidiati, a volte violentati. La maggior parte si è presentata spontaneamente davanti al pubblico ministero di Terni. Ha ripercorso episodi di tanti anni fa che, hanno detto in molti, «mi hanno cambiato la vita». Due di loro hanno raccontato di aver subito abusi dal fondatore della comunità «Incontro» — che assiste i tossicodipendenti in programmi di recupero — quando erano minorenni. Non c'è ancora una nuova contestazione formale, ma se queste dichiarazioni trovassero conferma, la posizione del prete già indagato per violenza sessuale, potrebbe aggravarsi. Perché si tratterebbe di episodi di pedofilia e dunque un reato diverso da quello finora ipotizzato nei suoi confronti.
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Don Gelmini, ritorno ad Amelia, benedizioni e gesto dell'ombrello

AMELIA - "Credevano che don Pierino mollasse. Pensavano di avere a che fare con un coniglio invece hanno trovato un cane che morde. Volevano prendersi la comunità. Ah! Ah! Io li benedico, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen". E don Gelmini fa il gesto dell'ombrello.

Plateale, perfino sonoro. Strappa l'applauso delle circa trecento persone venute ad accoglierlo nella casa madre della Comunità Incontro di Amelia, al Mulino Silla, sull'argine della Fossa delle Streghe, un acquitrino tra le colline dell'Umbria trasformato "nella valle della speranza", con fiori, alberi e uno zoo con due leoni e una tigre. Che sonnecchiano mentre lui ruggisce. "Non sono sicuro di vincere ma sono certo di non perdere".
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Torino, un terzo sacerdote coinvolto nell'inchiesta sulla violenza sessuale

Ci sarebbe anche un altro prete coinvolto nella storia di estorsione che ha portato in carcere Salvatore Costa. Don Vaudagnotto iscritto nel registro degli indagati

TORINO - Ci sarebbe un terzo prete coinvolto nella brutta storia di estorsione che ha portato all'arresto di Salvatore Costa, 24 anni, il giovane che per mesi ha estorto denaro a sacerdoti torinesi accusati da lui di averlo molestato sessualmente. Un sacerdote più giovane degli altri due e che avrebbe anche lui conosciuto Costa quando questi era minorenne, un prete dell'hinterland torinese solitamente vicino ai giovani.

A fare il suo nome è stato lo stesso Costa tuttora in carcere e le cui dichiarazioni sono vagliate con cautela dai magistrati. "Avevo bisogno di soldi per pagare le spese di casa e crescere le mie bambine", ha detto il giovane agli inquirenti per giustificare le richieste di denaro. "La sua convivente, una casalinga, aiutata economicamente dalla sua famiglia - dice il difensore di Costa, l'avvocato Roberto De Sensi - era all'oscuro di tutto. Conosceva i suoi trascorsi di quando era minore e più volte era finito a chiedere aiuti in oratori e fondazioni religiose, ma non la sua decisione di procurarsi denaro in questo modo".

E che Costa fosse davvero disperato lo dimostrerebbe il fatto che ha reiterato il reato anche dopo essere uscito una prima volta di prigione a metà luglio. Il giovane dovrebbe essere interrogato nuovamente dai magistrati nei prossimi giorni. "Il mio assistito ha sicuramente compiuto un reato, un reato anche grave - aggiunge De Sensi - e ne risponderà, ma è giusto che vengano messi tutti i puntini sulle i e che se vi sono responsabilità, di altro genere, vengano accertate".

Nel frattempo si è appreso che don Mario Vaudagnotto, il secondo religioso coinvolto nelle indagini, è stato iscritto al registro degli indagati e che la Curia torinese sta cercando per lui un legale. Don Vaudagnotto fino ad ora è stato sentito come teste. Molto provato e più volte caduto nello sconforto e in crisi di pianto, don Vaudagnotto, caratterialmente affettuoso e dai modi molto gentili con tutti, ha detto: "Mi rimetto alla magistratura e ho la speranza che questa triste storia termini presto".

(8 agosto 2007) - Repubblica.it

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Don Mazzi dal pm contro don Gelmini

La replica: «La Chiesa è con me, mi sento un leone» - l fondatore di Exodus interrogato su un episodio del '93 conferma le confidenze di un ragazzo: «Mi disse di aver subito violenze» 

ROMA — Torna indietro nel tempo fino al '93 l'inchiesta sulle presunte violenze sessuali commesse da don Pierino Gelmini su alcuni tossicodipendenti all'interno della Comunità incontro. La novità è emersa dall'interrogatorio come «persona informata sui fatti» di don Antonio Mazzi, il padre di Exodus: è stato sentito dai magistrati di Terni all'inizio della scorsa settimana e ha confermato il contenuto di una lettera da lui inviata a un ragazzo che aveva assistito nel suo centro per un paio d'anni.
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Accuse di molestie al prete. Ricattato per gli abusi il salesiano confessa

"Ho avuto rapporti sessuali con minorenni, ma fuori dalla scuola"
 
Il prete e il ragazzino si erano incrociati di notte dieci anni fa. Uno era poco più che cinquantenne. L’altro di anni ne aveva quindici ma aveva già i modi e le parole di chi è cresciuto sulla strada e grazie alla strada riesce anche a campare. Uno si presentava stretto nel suo clergyman nero. L’altro nei jeans elasticizzati portati come li portavano allora i ragazzini di via Cavalli, a Torino. Uno era timoroso, riservato, come si si addice ad un sacerdote, ad un salesiano. L’altro era sfrontato: perché, dieci anni fa, quando navigavi dalle parti di via Cavalli, la strada dei ragazzi che la notte vendevano il corpo per comperarsi le Nike o i Levi’s 101, ci dovevi saper fare.
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Torino, preti accusati di pedofilia. Uno è economo di un istituto salesiano

TORINO - Ha vissuto per anni di elemosina, prostituzione e ricatti. E chiedeva soldi ai preti in cambio del suo silenzio. L'arresto di Salvatore Costa, torinese di 24 anni, con l'accusa di estorsione nei confronti di monsignor Mario Vaudagnotto (responsabile dell'ufficio liturgico della diocesi presso la chiesa di San Lorenzo), e nei confronti di don Luciano Alloisio, (economo dell'istituto scolastico salesiano Valsalice), è al centro di una nuova inchiesta giudiziaria su presunti abusi sessuali che coinvolge sacerdoti cattolici.
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La vera storia di Don Pierino: "quattro anni passati in carcere"

Milano, 5 agosto 2007- C’è stato un altro don Pierino prima di don Pierino. Un prete che ha sempre sfidato le convenzioni, ma che di guai con la giustizia ne ha avuti tanti, ed è pure finito in carcere un paio di volte. A un certo punto è stato anche sospeso «a divinis», salvo poi essere perdonato da Santa Romana Chiesa.
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