Enrico De Pedis

Dopo i servizi dedicati nel luglio scorso alla scomparsa di Emanuela Orlandi è pervenuta a "Chi l'ha visto?" una telefonata anonima: "Riguardo al fatto di Emanuela Orlandi, per trovare la soluzione del caso, andate a vedere chi è sepolto nella cripta della Basilica si Sant'Apollinare e del favore che Renatino fece al cardinal Poletti, all'epoca".

Dopo questa segnalazione "Chi l’ha visto?" ha scoperto importanti documenti riservati.
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I nuovi misteri sul boss nella cripta da cardinale

E’ sempre lì la tomba di Enrico De Pedis, sempre nella cripta di Sant’Apollinare, il sepolcro di uno dei capi della banda della Magliana, dentro una basilica, a du e passi da piazza Navona e dal Vaticano. E’ ancora li? Si, dovrebbe, anche se la chiesa risulta invisibile sotto l’armatura di legno di un lungo restauro e il portone si schiude solo all’ora delle messe, ma la cripta, quella no, da otto anni è inaccessibile, una porta sbarra le scale. Storia romana, mistero romanissimo. La basilica di Sant’Apollinare è una maestosa chiesa settecentesca. De Pedis è l’uomo che attraversò, ai comandi, le due fasi della banda della Magliana, quella dei sequestri, delle scommesse, della droga e poi quella degli affari con Cosa Nostra, con la camorra, con i neofascisti e con Flavio Carboni, Francesco Pazienza, forse la P2 di Gelli, il Banco Ambrosiano di Calvi, lo Ior di Marcinkus.. De Pedis, detto Renatino, lo spararono a morte venerd’ 2 febbraio, all’ora di pranzo, in via del Pellegrino, Campo de’ Fiori...
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I Templari scagionati dall'accusa di eresia dopo 700 anni

di Philip Pullella

CITTA' DEL VATICANO (Reuters) - I Cavalieri Templari, l'ordine militare cristiano accusato nel Medioevo di eresia, sodomia e idolatria, saranno parzialmente riabilitati grazie alla pubblicazione in un volume dei documenti originali del processo che sette secoli fa li fece scomparire.

"Siamo di fronte a una pietra miliare, perché è la prima volta che questi documenti vengono pubblicati dal Vaticano, e questo conferisce autorevolezza all'intero progetto", spiega Barbara Frale, medievalista presso gli archivi segreti del Vaticano.

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Se ritorna il fantasma del complotto anticlericale

È fortemente probabile che don Pierino Gelmini sia vittima del malanimo di alcuni suoi discepoli frustrati e vendicativi. Malanimo maturato in quel faticoso viluppo di sentimenti, di dipendenza e di potere che è tipico delle comunità di recupero fondate sul carisma assoluto del Capo e del Padre. (Continua)

Indagine sui seguaci di Marcial Maciel - Così abusava di noi - Otto ex discepoli accusano il fondatore

ITALIA CHIESA - L'Espresso N. 3 Anno XLIV - 21 gennaio 1999 ORDINI RELIGIOSI I IL BOOM DEI LEGIONARI DI CRISTO - Eran 50 mila giovani e forti - Fedelissimi al papa. Un po' misteriosi. E in crescita continua.

Il papa sarà pure un generale senza divisioni, come ironizzava Stalin. Ma di legioni sue ne ha fin troppe. Ha i Legionari di Maria, quelli che hanno per gladio il rosario. E soprattutto ha i Legionari di Cristo. Tra pochi giorni, in trasferta per la terza volta a Città del Messico, Giovanni Paolo Il passerà compiaciuto in rivista il loro primo acquartieramento. Perché è da lì che s'è messa in marcia questa falange. È da Iì che si è propagata nel mondo. Con una geometrica potenza (vedere il grafico in questa pagina) che non ha eguali in altre milizie cattoliche. Il loro fondatore e condottiero è il prete messicano Marcial Maciel, 78 anni, stessa età del papa. Marziale anche nel nome, da perfetto Von Clausewitz in sacris.
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Il cardinale che stimava il generale

Storia di Angelo Sodano, fra i candidati alla successione di Giovanni Paolo II - L' Espresso 10 dicembre 1998

Il Cile è la mia seconda patria, ha detto radioso il cardinal Angelo Sodano atterrando a Santiago lo scorso 7 ottobre, come legato pontificio all'incontro panamericano dei giovani cattolici. Ma se avesse saputo quel che stava piombando sulla testa del generale Augusto Pinochet, quell'autocertificazione se la sarebbe risparmiata. Perché tra il cardinale e il generale cileno c'è stata per anni una prossimità che oggi al primo regala solo guai.
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La talpa del ministero

4/6/2007 (8:16) - IL CASO
Promesse e minacce di un ex direttore generale

di ANTONIO MASSARI - ROMA

Uomini del Vaticano, toghe di mezz’Italia, medici in vista: «Enzo» lo chiamavano in tanti. Per chiedere un aiuto, un'informazione riservata, un intervento. Un esempio? «Quando uno va a mangiare sì, quando uno mangia, si mangia una bella… pizza». «Ho capito – risponde Enzo -. Mi faccio sentire in settimana». Siamo nel 2006 e non si tratta di un’ordinazione in trattoria. Bensì del dialogo tra un importante uomo del Vaticano, monsignor Francesco Camaldo, e un pezzo da novanta del ministero della Giustizia, cioè Vincenzo Barbieri, all'epoca direttore generale dei magistrati, oggi procuratore capo ad Avezzano. La pizza? E' Massimo Pizza, che ha appena tirato in ballo monsignor Camaldo, indagato dal pm di Potenza Henry John Woodcock, in una strana storia di massoneria. Camaldo è preoccupato e Barbieri lo tranquillizza: «Finalmente vedo quel mio amico… e ti saprò dire insomma… e vediamo un po' che notizie riusciamo a sapere». Nel frattempo le indagini su Barbieri, indagato per peculato (utilizzo in proprio dell’auto di servizio) e falso ideologico, sono concluse. E non è esclusa la richiesta di rinvio a giudizioda parte del pm romano Angelantonio Racanelli. Nell'attesa, però, restano un paio di fatti.

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