«Processate don Gelmini» - Il pm parla di una rete politica
Dopo un anno chiusi gli accertamenti. L'ex sacerdote: attendo sereno
Il testimone: mi prometteva l'aiuto di Berlusconi e Imposimato
ROMA — Una decina di ragazzi sarebbero stati costretti a subire le sue attenzioni, obbligati a soddisfare i suoi desideri particolari. Tra loro, anche due giovani che all'epoca dei fatti erano minorenni. La Procura di Terni chiede il rinvio a giudizio di don Pierino Gelmini. Un anno dopo l'avvio degli accertamenti sul suo conto, sollecita il processo per il fondatore della comunità Incontro per violenza sessuale.
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Enrico De Pedis
Dopo i servizi dedicati nel luglio scorso alla scomparsa di Emanuela Orlandi è pervenuta a "Chi l'ha visto?" una telefonata anonima: "Riguardo al fatto di Emanuela Orlandi, per trovare la soluzione del caso, andate a vedere chi è sepolto nella cripta della Basilica si Sant'Apollinare e del favore che Renatino fece al cardinal Poletti, all'epoca".
Dopo questa segnalazione "Chi l’ha visto?" ha scoperto importanti documenti riservati.
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Benedetto XVI alla Magliana - Enrico De Pedis capo della Banda della Magliana sepolto nella cripta di Sant'Apollinare
Ratzinger è stato ieri nella parrocchia santa maria del rosario ai Martiri Portuensi, alla Magliana, per la dedicazione della nuova chiesa. È stata una giornata di festa nell'edificio di culto, meta della quinta visita di benedetto XVI a una parrocchia romana.
Magliana... magliana.... ma guarda. Non avevo mai scritto nulla a proposito della Magliana. (Continua)
I nuovi misteri sul boss nella cripta da cardinale
E’ sempre lì la tomba di Enrico De Pedis, sempre nella cripta di Sant’Apollinare, il sepolcro di uno dei capi della banda della Magliana, dentro una basilica, a du e passi da piazza Navona e dal Vaticano. E’ ancora li? Si, dovrebbe, anche se la chiesa risulta invisibile sotto l’armatura di legno di un lungo restauro e il portone si schiude solo all’ora delle messe, ma la cripta, quella no, da otto anni è inaccessibile, una porta sbarra le scale. Storia romana, mistero romanissimo. La basilica di Sant’Apollinare è una maestosa chiesa settecentesca. De Pedis è l’uomo che attraversò, ai comandi, le due fasi della banda della Magliana, quella dei sequestri, delle scommesse, della droga e poi quella degli affari con Cosa Nostra, con la camorra, con i neofascisti e con Flavio Carboni, Francesco Pazienza, forse la P2 di Gelli, il Banco Ambrosiano di Calvi, lo Ior di Marcinkus.. De Pedis, detto Renatino, lo spararono a morte venerd’ 2 febbraio, all’ora di pranzo, in via del Pellegrino, Campo de’ Fiori...
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Calvi: ucciso da mafia ma solo indizi su imputati, dice Corte
ROMA (Reuters) - Il banchiere Roberto Calvi, coinvolto nel crack del Banco Ambrosiano e trovato impiccato a un ponte di Londra nel 1982 con in tasca mattoni e denaro, fu ucciso per non aver rispettato impegni presi con gruppi criminali ma il coinvolgimento dei cinque imputati a giudizio non è provato e contro di loro ci sono solo prove indiziarie fornite da testi ormai deceduti, alcuni dei quali uccisi.
Così la seconda Corte d'assise di Rebibbia, a Roma, presieduta da Lucio D'Andria, ha motivato la sentenza con la quale lo scorso 6 giugno 2007 ha assolto il finanziere Flavio Carboni, l'ex cassiere della mafia Pippo Calò, l'ex boss della banda della Magliana Ernesto Diotallevi e Silvano Vittor, che aveva accompagnato Calvi a Londra per conto di Carboni.
(Continua)Rimosso il prete antimafia
Apprendo che il vescovo di Locri, notoriamente avversario della mafia, è stato rimosso dal Vaticano, che ancora una volta si dimostra alleato di tutte le mafie.
Monsignor Bergantini, vescovo da 13 anni, comprometteva le solide amicizie tra vaticano e mafia. Il vaticano è troppo legato agli interessi mafiosi e quindi non poteva tollerare le sue posizioni.
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Doppia morale: La chiesa e i funerali dei boss
di Rosario Giuè
Alcuni giovani di Corleone chiedono: «Come mai la Chiesa italiana concede la celebrazione dei funerali religiosi ai capi della mafia e ai capi della camorra e li ha negati a Pier Giorgio Welby?». Cosa si può rispondere? Come mai si concede la preghiera pubblica a favore di persone responsabili, direttamente o indirettamente, di decine di morti barbaramente ammazzati e la neghi a persone come Welby, un credente praticante che, come è noto, ha chiesto soltanto nell´esercizio della sua responsabilità di non prolungare artificialmente la fase terminale della sua dolorosa e lunga sofferenza? A questa domanda semplice e radicale, come cristiani, come comunità ecclesiale cattolica, si ha il dovere di dare una risposta altrettanto radicale. Una risposta ragionevole, non sul piano della politica, bensì sul piano dell´etica e, direi, della spiritualità, in Sicilia prima di tutto. Anche perché, prima o poi, ci si troverà ancora davanti situazioni simili.
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