Rudy Giuliani e i preti pedofili
Di una buona strategia di spin avrà bisogno anche Rudy Giuliani per parare il colpo gobbo di Slate - che è sunteggiato e reso più preciso da Marc Ambinder e linkato da Andrew Sullivan: la notizia, cioè, che starebbe proteggendo un prete cattolico accusato di molestie sessuali e coinvolto nel "cover up" dello scandalo pedofilia che ha squassato le diocesi USA.
http://giornalismoparma.typepad.com/paferrobyday/2007/06/difficile-scriv.html
Preti pedofili: Santoro concordò la trasmissione con il Vaticano
Dopo la bufera politica sulla messa in onda del documentario della Bbc "Sex crimes & Vatican" sui preti pedofili, prevista per il 31 maggio, a pochi giorni dal primo turno delle amministrative, la Voce ha scoperto i retroscena della trasmissione Anno Zero di Michele Santoro. L'ex eurodeputato trattò, in un incontro con monsignor Rino Fischella, vescovo vicario di Roma (il "vice" del Papa) il "taglio" da dare alla tarsmissione: si sarebbe parlato solo di "casi indivuduali", per evitare il coinvogimento diretto del Vaticano, ed evitare così alla Santa Sede le accuse di protezione dei preti accusati di reati sessuali. La prova è nella trasmissione stessa, nella quale il conduttore, sin dalle battute iniziali, specifica continuamente che si tratta di "casi individuali".
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Google rimuove video scandalo sul Vaticano
Sex Crimes and the Vatican è il titolo di un video scandalo prodotto a seguito di un'indagine condotta dalla BBC sui crimini sessuali perpetrati da esponenti della Chiesa Cattolica. Fino a pochi giorni fà il filmato era disponibile su Google Video ricevendo oltre 600 mila contatti, ora però è stato rimosso.
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L'immunità sull'altare del peccato
di Slavoj Zizekimages
[Questo articolo è stato originariamente pubblicato su il manifesto del 7 settembre 2005 e rilanciato da Rekombinant. La traduzione è di Marina Impallomeni]
Sulla Chiesa cattolica in Croazia incombe uno scandalo imbarazzante: nell'orfanotrofio Alojzije Stepinac gestito dalla Caritas a Brezovica, vicino Zagabria, sono stati scoperti casi di gravi abusi sessuali. Le Organizzazioni non governative avevano cominciato a richiamare l'attenzione su di essi già nel 2002, quando al loro telefono amico giunsero telefonate disperate su pesanti e sistematici abusi verbali, fisici e sessuali su bambini. L'allora ministro del lavoro e del welfare, un membro dell'ex partito comunista che guidava la coalizione al governo, decise di bloccare gli interventi fornendo in seguito una spiegazione di deprimente sincerità: «Se avessi fatto qualcosa o avessi chiuso l'orfanotrofio, mi avrebbero crocifisso come il comunista cattivo che vuole sopprimere la Chiesa».
Alla fine sono stati raccolti elementi sufficienti per l'incriminazione, la polizia ha cominciato a indagare, e sulla stampa si sono moltiplicati gli articoli. Com'era prevedibile, secondo i rappresentanti della chiesa lo scandalo sarebbe scoppiato perché i «media anticattolici» cercavano una notizia negativa da pubblicare per compensare l'informazione favorevole alla chiesa negli ultimi giorni di vita di Giovanni Paolo II. Jelena Brajsa, la direttrice dell'orfanotrofio, per molto tempo ha continuato a sostenere che nell'orfanotrofio si erano verificate alcune «situazioni sessuali», ma che erano «normali», proprio come picchiare i «bambini indisciplinati» sarebbe «un normale elemento del processo educativo». La donna ha negato risolutamente che il suo staff avesse abusato sessualmente dei bambini. Protetta dalla Chiesa e dai responsabili della Caritas, ha assunto un atteggiamento tracotante e ha detto che «negli orfanotrofi cattolici lo stato non ha niente su cui indagare». A suo parere «le ispezioni negli orfanotrofi cattolici sono come la censura della messa da parte dei funzionari statali».
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Così sfuggì Eichmann, la verità dall'Argentina
Il fascicolo spostato dagli archivi giudiziari al Museo dell'Olocausto
Scoperto da una studentessa il passaporto con generalità false con cui il criminale nazista s'imbarcò per l'America Latina
NEW YORK- La notizia ha fatto immediatamente il giro del mondo. Dopo oltre mezzo secolo, nascosto fra milioni di documenti ingialliti dell’archivio giudiziario di Buenos Aires, è venuto alla luce il passaporto rilasciato dalla delegazione di Genova del Comitato Internazionale della Croce Rossa, che per quasi dieci anni ha permesso al criminale nazista Adolf Eichmann di sfuggire alla giustizia e di darsi un’identità falsa, imbarcandosi dall’Italia per l’Argentina. Ma con quali appoggi e con quali complicità? La scoperta del passaporto con generalità false usato da Eichmann - del quale già si sapeva ma che si presumeva distrutto – è dovuta alla perspicacia e al coraggio di una studentessa argentina, Maria Galvan dell’università San Martin.
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Sex in a cold climate – Documentario sottotitolato in italiano sugli abusi della Chiesa Cattolica in Irlanda
Il documentario ha ispirato il film "Magdalene" di Peter Mullan.
Il documentario, a tratti commovente, mostra donne umiliate in ogni risvolto della loro personalità, donne cui è negata ogni possibilità di affettività, di sessualità, di orgoglio, di umanità.
Qualunque ragazza che abbia vissuto le emozioni che si vivono a vent'anni, che sia stata innamorata, che abbia desiderato un ragazzo, che voglia fare l'amore, qualunque ragazza che si trucca allo specchio, che si sceglie i vestiti, che va dal parrucchiere, che si prepara per uscire la sera, che ride con una amica, che guarda un ragazzo, DEVE vedere questo documentario, deve sapere come la morale può UCCIDERE una persona anche senza farla morire.
Questo documento dura 50 minuti ed è purtroppo tutto sottotitolato, dopo il trentesimo minuto la narrazione assume aspetti sempre più raccapriccianti con colpi di scena da voltastomaco nei racconti di donne anziane che hanno subito in gioventù umiliazioni che le hanno rovinate per sempre nel profondo della loro anima.
Quello che si mostra non è lontano nel tempo, tutte le donne intervistate potrebbero essere le nostre nonne o le nostre madri, e tutti i bambini potrebbero essere i nostri genitori o noi stessi.
Quello che si mostra non è eccezione, è regola.
Da quello che si narra in questo documentario ognuno può trarre la morale che preferisce, ma non potrà fare finta che queste cose appartengano a un passato remoto o a realtà lontane da noi.
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Violentato da un prete, la diocesi gli fa causa per danno di immagine
Mi manda RaiTre – Violentato da un prete, la diocesi gli fa causa per danno di immagine, assurdo caso miracolosamente andato in onda in prima serata.
Abusato in seminario, perseguito dalla curia
Marco Marchese ha denunciato le violenze subite a 12 anni, il sacerdote colpevole ha patteggiato la pena. Ma la diocesi di Agrigento chiede alla vittima 200 mila euro per i danni d’immagine.
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