Bruno Zanin: "I molti amanti di don Gelmini"

Continua il racconto su don Pierino. Bruno ricorda le storie che ha raccolto dai ragazzi che raccontano di aver subito abusi. E di quella volta che Gelmini gli passò l'avvocato.

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Abbiamo lasciato Bruno Zanin in una celletta di un convento  a raccogliere le confidenze di un giovane tossicodipendente in crisi d’astinenza, scappato dalla comunità di don Gelmini. “Conosco un prete a cui non importa niente di quello che pensano gli altri, mi disse quel ragazzo, e mi ha talmente tormentato sessualmente  da costringermi a scappare dalla comunità – racconta Zanin –. Un prete? dissi io. Ma non potevi dargli due schiaffi? E lui mi rispose che era un prete importante e molto conosciuto perché aiutava i tossicodipendenti e si chiamava don Gelmini. Non potevo crederci. Il ragazzo mi raccontò di questo prete ed era evidente che non aveva perso le sue vecchie abitudini.
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Io, molestato da don Pierino Gelmini

Abbiamo raccolto la testimonianza di Bruno Zanin, molestato da don Gelmini. "Ci portò a casa sua. Mentre ero in bagno entrò e si rivelò per quello che era. Ero solo un ragazzino".

È un uomo maturo, ormai, Bruno Zanin, scrittore, giornalista free lance con un passato da attore, un uomo che ha sofferto molto prima di trovare il modo di vivere con serenità il suo orientamento sessuale. Colpa di una giovenzza vissuta in tempi molto diversi da quelli odierni, forse, ma anche delle esperienze, di abusi e seduzioni devianti  subite  da ragazzino in un collegio salesiano.
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Mons. Vecchi: "La moschea non è come una parrocchia"

Dopo l'affondo di Merola contro la Curia, il vescovo ausiliario attacca: "Non si possono paragonare due realtà così diverse, la parrocchia 'appartiene al nostro tessuto sociale', la moschea, invece, si introduce in un ambiente politico che ha bisogno di essere verificato"

Bologna, 12 settembre 2007 - I dubbi sulla moschea, all'interno della Curia bolognese, rimangono. E di certo, l'affondo di ieri contro via Altabella dell'assessore all'Urbanistica del Comune di Bologna, Virginio Merola, non migliora l'atmosfera. Il nodo non sono solo le dimensioni della moschea, ma l'uso in se' che viene fatto del luogo, sia come sede di culto sia come fonte di aggregazione sociale. Di fatto "si da' un'altra citta'" afferma Ernesto Vecchi, vescovo ausiliare di Bologna, che oggi, a margine della tre giorni del clero, torna a parlare dell'argomento. Con la moschea, spiega Vecchi, "si da' un'altra agenzia culturale che non si contrappone alla Chiesa ma allo Stato laico". Resta comunque il fatto che, ribadisce il vescovo in risposta a Merola, "le moschee non si possono mettere sullo stesso piano delle parrocchie, che sono realta' diverse".
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"Sei convivente, non ti confesso"

TORINO
Sono passate quarantotto ore da quando Chiara Sereno è stata buttata fuori da una chiesa perché per il suo peccato non c’è assoluzione, né tantomeno confessione. La sua colpa è di convivere con il fidanzato Aldo. Sono passate quarantott’ore, ma la sua voce continua a tremare per la vergogna e l’umiliazione.

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Don Mazzi dal pm contro don Gelmini

La replica: «La Chiesa è con me, mi sento un leone» - l fondatore di Exodus interrogato su un episodio del '93 conferma le confidenze di un ragazzo: «Mi disse di aver subito violenze» 

ROMA — Torna indietro nel tempo fino al '93 l'inchiesta sulle presunte violenze sessuali commesse da don Pierino Gelmini su alcuni tossicodipendenti all'interno della Comunità incontro. La novità è emersa dall'interrogatorio come «persona informata sui fatti» di don Antonio Mazzi, il padre di Exodus: è stato sentito dai magistrati di Terni all'inizio della scorsa settimana e ha confermato il contenuto di una lettera da lui inviata a un ragazzo che aveva assistito nel suo centro per un paio d'anni.
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La vera storia di Don Pierino: "quattro anni passati in carcere"

Milano, 5 agosto 2007- C’è stato un altro don Pierino prima di don Pierino. Un prete che ha sempre sfidato le convenzioni, ma che di guai con la giustizia ne ha avuti tanti, ed è pure finito in carcere un paio di volte. A un certo punto è stato anche sospeso «a divinis», salvo poi essere perdonato da Santa Romana Chiesa.
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Se ritorna il fantasma del complotto anticlericale

È fortemente probabile che don Pierino Gelmini sia vittima del malanimo di alcuni suoi discepoli frustrati e vendicativi. Malanimo maturato in quel faticoso viluppo di sentimenti, di dipendenza e di potere che è tipico delle comunità di recupero fondate sul carisma assoluto del Capo e del Padre. (Continua)