Martiri Spagna: scontri davanti basilica a Roma, 6 fermi

Una lite tra manifestanti dei centri sociali ed alcuni fedeli usciti dalla messa e' scoppiata davanti alla basilica di Sant'Eugenio a Roma, alle spalle di villa Borghese in viale delle Belle Arti, e 6 persone sono state fermate dai carabinieri. Secondo la ricostruzione fornita dai militari, diversi ragazzi dei centri sociali avevano esposto, questa mattina, uno striscione (si tratterebbe di una gigantografia del celebre dipinto di Picasso 'Guernica' con la scritta "Chi ha sfruttato, ucciso e torturato non puo' essere beato") per protestare sulla beatificazione di 498 martiri di Spagna, proprio davanti alla basilica di Sant'Eugenio. Alcune persone, uscendo dalla chiesa e notato lo striscione, si sono dunque diretti verso i manifestanti e la situazione e' degenerata presto in una lite. I carabinieri dell'ottavo battaglione Lazio, passati nei pressi della basilica mentre andavano a prendere servizio allo stadio, si sono accorti degli scontri in corso e sono intervenuti: 6 le persone fermate, di cui si sta occupando la stazione Flaminia, compagnia Trionfale.

Da Repubblica.it - Roma, 13:51 28/10/2007

Maxi-beatificazione a San Pietro, è la più numerosa cerimonia di beatificazione nella storia della Chiesa

Alla gloria degli altari 498 martiri spagnoli, molti dei quali vittime della Guerra Civile. Rissa a Sant'Eugenio

L'arazzo sulla facciata della Basilica di San Pietro in ricordo dei 498 martiri spagnoli uccisi negli anni 1934 , '36 e '37 (Ansa)
CITTÀ DEL VATICANO - Maxi-beatificazione a Roma. Uno stuolo di celebranti in abiti liturgici purpurei, presieduti dal cardinale Josè Saraiva Martins ha partecipato in piazza San Pietro alla cerimonia per la beatificazione di 498 martiri spagnoli uccisi negli anni 1934, '36 e '37. Inni sacri in spagnolo si sono levati dalla piazza mentre i celebranti prendevano posto. Il cardinale Saraiva, delegato dal Papa a questo rito, ha celebrato in spagnolo. In piazza circa 40mila persone.
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Picciotti in sacrestia

Preti e mafia: un sodalizio antico, quello tra la Chiesa e la prima azienda italiana (è Confesercenti a dirlo) che continua tuttora, senza che in Vaticano si muova foglia. Chi tace acconsente?

U' parrino. In dialetto siculo, indica il padrino. Ma anche - e non è un caso - il prete. Non solo. La Chiesa non allude solo alla gerarchia vaticana e ai fedeli. "Chiesa" è anche l'espressione che i picciotti usano per indicare la famiglia mafiosa cui appartengono. Religione e mafia, un sodalizio che si manifesta anche nei rituali di affiliazione, quando per diventare a tutti gli effetti uomini d'onore si recita una formula giurando su un'immaginetta sacra. Non ultima, la famosa "bibbia di Provenzano" con il suo criptico codice, la cui decrittazione ha portato a numerosi recenti arresti.
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Ceruso: la zona grigia tra Chiesa e Mafia

Nel libro Le sagrestie di Cosa nostra. Inchiesta su preti e mafiosi lo scrittore palermitano descrive il filo rosso che lega la Chiesa all’organizzazione criminale, tra omertà e collusione

Frati con la lupara, sacerdoti che durante l’omelia sbeffeggiano i pentiti di mafia, alti prelati che negano l’esistenza di Cosa nostra o non vedono differenze tra una strage mafiosa e l’aborto. Cecità e omertà, quando non vera e propria collusione con la mafia, sembrano caratterizzare una parte del corpo ecclesiastico siciliano ancora oggi. A raccontarlo in un libro (Newton Compton, 9,70 euro) dal titolo Le sagrestie di Cosa nostra. Inchiesta su preti e mafiosi, non è un anticlericale sfegatato, bensì un credente cattolico, da anni studioso della criminalità mafiosa, Vincenzo Ceruso, laureato in filosofia, già ricercatore al Centro studi gesuita “Pedro Arrupe”, impegnato nel volontariato a Palermo.
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Sospeso a divinis Don Sante Sguotti, il parroco innamorato

Roma, 27 ott. (Apcom) - Don Sante Sguotti, l'ex parroco di Monterosso (Padova), al centro delle cronache per aver dichiarato di essere innamorato di una donna madre di un bambino, è stato sospeso a divinis. Il decreto, firmato dal vescovo di Padova, monsignor Antonio Mattiazzo, è stato notificato all'interessato ieri e diffuso oggi dalla diocesi veneta.

Il decreto, che segue quello di rimozione da parroco della parrocchia di Monterosso dell'8 ottobre e quello di avvio di un processo penale e amministrativo ex cann. 1717-1718 e 1720 del Codice di diritto Canonico del 17 ottobre 2007 - si legge nella nota della Diocesi padovana - è stato firmato dal vescovo Mattiazzo, dopo la discussione - insieme a due sacerdoti assessori - delle prove e degli argomenti e dopo aver esaminato ogni elemento in merito alla situazione del sacerdote interessato, così come previsto dalla disciplina canonica". Il decreto - prosegue il comunicato - ha effetto immediato dal momento della notifica al sacerdote ed è a tempo indeterminato".

La sospensione a divinis significa che il sacerdote è sospeso dall'esercizio della potestà di ordine e di governo, ovvero che "non può più assolvere alle funzioni attinenti al ministero sacerdotale né ricevere ed esercitare incarichi riservati ai chierici".

Roma 27/10/2007 11:26 La7.it

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Chiesa, c'è un 8 per mille segreto - Ecco dove finisce un miliardo di euro

Nove milioni per la campagna pubblicitaria sullo tsunami ma alle vittime va solo un terzo. E alla fine l' ottanta per cento dei contributi assegnati rimane alla Chiesa cattolica. La maggior parte dei finanziamenti ai vescovi viene dal fondo che raccoglie i soldi di chi non ha fatto nessuna scelta

ROMA - Le campagne dell' "otto per mille" della Chiesa cattolica, che ogni primavera invadono l' etere, Rai, Mediaset e radio nazionali, sono considerate nel mondo pubblicitario un modello di comunicazione. Ben girate, splendida fotografia, musiche di Morricone, storie efficaci, a volte indimenticabili. Chi non ricorda quella del 2005, imperniata sulla tragedia dello tsunami? Lo spot apre su un fragile villaggio di capanne, dalla spiaggia i pescatori scalzi scrutano l' orizzonte cupo. Voce fuori campo: "Quel giorno dal mare è arrivata la fine, l' onda ha trasformato tutto in nulla". Stacco sul logo dell' otto per mille: "Poi dal niente, siete arrivati voi. Le vostre firme si sono trasformate in barche e reti". Zoom su barche e reti. "Barche e reti capaci di crescere figli e pescare sorrisi". Slogan: "Con l' otto per mille alla Chiesa cattolica, avete fatto tanto per molti". Un capolavoro. La campagna 2005, affidata come le precedenti alla multinazionale Saatchi & Saatchi, secondo Il Sole 24 Ore è costata alla Chiesa nove milioni di euro. Il triplo di quanto la Chiesa ha poi donato alle vittime dello tsunami, tre milioni (fonte Cei), lo 0,3 per cento della raccolta. Nello stesso anno, l'Ucei, l' unione delle comunità ebraiche italiane, versò per lo Sri Lanka e l' Indonesia 200 mila euro, il 6 per cento dell' "otto per mille". Un' offerta in proporzione venti volte superiore, in un' area dove non esistono comunità ebraiche.
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Gli alberghi dei santi alla crociata dell'Ici

La Chiesa non paga l'imposta sui fabbricati appellandosi ad una legge del '92. Ma la Cassazione la giudica illegittima e l'Ue ha messo l'Italia sotto processo. Secondo l'Anci in questo modo i Comuni non incassano ogni anno 400 milioni

Una terrazza da sogno sul cuore della Roma barocca, sormontata dal campanile di Santa Brigida, con vista sull'ambasciata francese e perfino sull'attico di Cesare Previti. È soltanto uno dei vanti dell'albergo delle Brigidine in piazza Farnese, "magnifico palazzo del '400" si legge nel depliant dell'hotel, classificato con cinque stelle nei siti turistici, caldamente consigliato nei blog dei visitatori, soprattutto dagli americani, per il buon rapporto qualità-prezzo e l'accoglienza delle suore. "Parlano tutte l'inglese e possono procurare lasciapassare gratis per le udienze del Papa" scrive un'entusiasta ospite da Singapore sul portale Trip Advisor ("leggi le opinioni e confronta i prezzi").
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