Polonia: sfilata ecclesiastica, religiosi in passerella

VARSAVIA - Prima sfilata di moda ecclesiastica in Polonia, con religiose e religiosi in passerella per presentare abiti su di un tappeto rosso, come nel film di Federico Fellini. Lo riferiscono i media polacchi. L' insolito evento si è svolto presso l'università cattolica di Lublino (dove insegnò Karol Wojtyla), nell'est della Polonia, nell'atrio del Collegio Giovanni Paolo II. L'idea della prima Fiera delle congregazioni religiose è stata lanciata dal padre gesuita Andrzej Batorski, impegnato nel lavoro pastorale fra gli studenti. "Vogliamo far conoscere la Chiesa viva", ha detto, aggiungendo che la sfilata di moda è "una piccola provocazione" per avvicinare ai giovani la vita consacrata. (Continua)

Germania: Chiesa, no preservativi nei negozi in affitto di proprieta' della Chiesa

(ANSA) - BERLINO, 20 MAR 2008 - In Germania la Chiesa ha proibito la vendita di preservativi nei negozi in affitto di proprieta' religiosa. 'E' come nel Medio Evo. Non so se questo atteggiamento giovi alla chiesa' ha commentato la dirigente locale della catena tedesca di farmacie Schlecker. La chiesa ha risposto affermando che non puo' predicare contro l'uso dei contraccettivi e poi permetterne la vendita nelle sue proprieta'. Il caso della farmacia di Fulda ha sollevato un'ondata di proteste.

Diaspora in Famiglia - mosse politiche nelle periodici vaticani

Quando hanno visto il comunicato dell'editore in redazione non hanno trattenuto lo stupore: "È come se il 'New York Times' chiudesse la redazione di Manhattan". E già: nei piani della periodici San Paolo il settimanale cattolico per eccellenza, 'Famiglia cristiana', da maggio abbandonerà Roma e la vista su piazza San Pietro per trasferirsi a Milano, nella sede centrale dei paolini. Stessa sorte per le altre redazioni locali: Torino, Bologna, Venezia. In tutto 17 dipendenti, 12 giornalisti e cinque impiegati, chiamati a trasferirsi in pochi mesi, pena il licenziamento: prendere o lasciare.

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Vade retro news - Così padre Fanzaga guida all'assalto Radio Maria

Se la prende con governo, quotidiani e professori della Sapienza. Invocando l'opera del demonio. Così padre Fanzaga guida all'assalto Radio Maria

Buongiorno, cari amici! Questa mattina i giornali di Lor Signori, 'Corriere', 'Repubblica', 'Stampa' sono pieni di politica, dunque alla larga!... I quotidiani di oggi sono inavvicinabili, pieni di veleno. Mi rifugio in San Giuseppe...

Ore otto e tre quarti del mattino, comincia la rassegna stampa di Radio Maria, fino alle nove e mezzo si va avanti così. A sfogliare le prime pagine è la voce più ascoltata dell'emittente, il direttore padre Livio Fanzaga. Ai suoi ascoltatori insegna che la politica e i giornali sono roba sporca: anzi, roba demoniaca.

La settimana scorsa padre Livio ha individuato il vero responsabile della mancata visita del papa alla Sapienza: non i professori, né gli studenti, né il palindromo Alberto Asor Rosa ("Non so chi sia"), ma l'Anticristo in persona, il Principe di questo mondo, Satana, insomma. "L'immondizia della Campania è dovuta all'incuria degli uomini", ha spiegato: "All'università invece c'è l'odio di Satana che agisce contro Dio e contro la Chiesa. Una forza virulenta ispirata dall'Inferno". Il giorno dopo ha rincarato la dose: "Dietro questi personaggi c'è sempre il maligno. Certi professori hanno le corna e la coda: se li spruzzi di acqua santa fumano, come negli esorcismi più tremendi".

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L'alleanza tra Cei e Ancona finisce in tribunale. Era nata per "purificare lo sport dal business"

Doveva «pacificare il calcio professionistico e purificarlo dal business», ma ora è guerra di denari sul «progetto soccer» benedetto dal Pontefice. In ottobre la firma al Pontificio oratorio San Pietro dell'accordo tra l'Ancona (in lotta per la promozione in serie B) e il Csi (Centro sportivo italiano) collegato alla Cei, la Conferenza episcopale italiana (i vescovi). Poi l'udienza in Vaticano e la consegna a Ratzinger della nuova maglia della società marchigiana, personalizzata col nome del Papa. Con tanto d'appello del segretario di Stato, Tarcisio Bertone, «a cogliere la valenza educativa dello sport, fattore di autentica promozione umana», prima dell'amichevole tra l'Ancona e le All Star Clericus Cup, selezione dei migliori atleti del Mondiale pontificio per seminaristi e sacerdoti. Le partite della «squadra del Papa», col logo Csi sul petto, finirono sulle tv di tutto il mondo, accompagnate da proclami per lo «sport etico» e dal codice di comportamento per i giocatori: niente scorrettezze o insulti in campo, pena prestazioni di volontariato obbligatorie.
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Vaticano, precarie e sfruttate “in nome di dio”. Le hostess dei bus turistici

Lavorano per il Vaticano e sono in nero. Chi sono? Non sono suore. Sono le lavoratrici dell’Orp, l’Opera romana pellegrinaggi, ribattezzata per un giorno “organizzazione reclutamento precarie”. Ieri hanno manifestato davanti alla stazione Termini, luogo dove normalmente si danno appuntamento per prendere servizio, denunciando una situazione di totale azzeramento dei diritti e una remunerazione da fame. Sei euro e venti centisimi al giorno l’ora. E’ questo l’obolo che circa venti hostess ricevono per prestare la loro assistenza sui bus di “Roma Cristiana” una sorta di giro turistico per accedere al quale i pellegrini pagano quasi venti euro.

Nessun problema con l’orario di lavoro, ma la dispobilità a coprire eventuali rimpiazzi deve essere totale. Se protesti, però, non prendi serivizio e se durante il lavoro qualcuno, magari un agente di polizia che ferma l’automezzo per i controlli di routine, vuole capire che ci fai lì devi far finta di niente.

«E’ successo anche questo - racconta una delle ragazze - e quando ero quasi riuscita a strappare al poliziotto la promessa che almeno avrebbe fatto un verbale è intervenuta la mia coordinatrice ed ha fatto in modo di mettere tutto a tacere. Sono questi i controlli di cui parla il ministro del Lavoro Damiano?». Il fatto si è verificato il 26 febbraio scorso alle 12.30 in via della Conciliazione, dove “Roma Cristiana” ha un capolinea.
La protesta di ieri si è fatta sentire. Tanto che l’Orp per un giorno ha dovuto annullare il “santo tour”. Lunedì gli avvocati dei Cobas inizieranno le pratiche con la richiesta di regolarizzazione. «E’ ora che le gerarchie Vaticane - si legge in un volantino dei Cobas - anziché lanciare precetti morali al mondo intero, inizino a fare pulizia totale di ogni forma di precarietà e sfruttamento nelle proprie aziende. Iniziando dalle hostess dei bus di Roma Cristiana che hanno diritto tute a un contratto regolare e a una retribuzione dignitosa».
 

Fabio Sebastiani - Liberazione - 9 marzo 2008

8 marzo - presidio denuncia contro “Roma Cristiana”

Oggi dalle ore 10, a piazza dei Cinquecento a Roma si è svolto un partecipatissimo presidio, indetto dal Cobas del lavoro privato, aderente alla Confederazione Cobas, per denunciare lo sfruttamento a cui sono sottoposte le hostess che lavorano per l’Opera Romana Pellegrinaggi (ORP) sui bus di “Roma Cristiana”.

E’ stato per la prima volta reso pubblico da alcune lavoratrici in nero, che sui bus turistici di “Roma Cristiana”, le hostess di bordo sono tutte rigorosamente precarie. Ma è stata anche la prima volta che, i bus di “Roma Cristiana” non hanno prestato servizio. Si dice “per le manifestazioni” ma è assai più certo che la decisione sia stata presa in risposta al presidio di oggi,, considerando che i tragitti dei bus non incrociavano alcuna manifestazione al di fuori di quella di piazza dei Cinquecento.

L’ORP, oltre a circa 20 lavoratrici “in affitto”, “assume” e sfrutta altre 20 hostess (circa) completamente in nero. IN NERO, cioè sottopagate e senza alcun diritto per malattia, infortunio, MATERNITA’, pensione.

Alla manifestazione hanno dato tutto il loro pieno sostegno le “colleghe” di Trambus Open, che dopo una vertenza iniziata l’8 marzo dello scorso anno, oggi hanno finalmente un contratto a tempo indeterminato. Hanno inoltre aderito alla manifestazione Facciamo Breccia e l’associazione UAAR di Roma, oltre che numerose compagne femministe e lesbiche di Roma.

Cobas del lavoro Privato, aderente alla Confederazione Cobas
Roma, 8 marzo 2008
per informazioni: tel. 06/77591926 fax 06/7206060, 349/6946710

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