La Curia nega la sala a Grillini
Roma - “Un gravissimo atto di omofobia”. E’ l’accusa dell’Arcigay contro la Curia di Pisa.
Il dibattito dal titolo “Diritti per tutti” con Franco Grillini, infatti, non si è potuto tenere al teatro Lux, di proprietà della Curia seppure gestito da un’associazione culturale.
“La Curia - spiega il presidente dell’Arcigay, Aurelio Mancuso - si è messa di traverso con l’associazione culturale, minacciandola di ritirarle il contratto di gestione”.
Preti Pedofili. Don marco Cerullo verso il rito abbreviato
Una località segreta, mantenuta tale dal muro di silenzi alzato da una comunità ecclesiastica, ma i guai giudiziari nei quali don Marco Cerullo si è cacciato per una storia di presunti abusi su un suo alunno, potrebbero raggiungerlo anche lì, nel luogo segreto in cui il viceparroco sconta gli arresti domiciliari circondato da sacerdoti che hanno offerto di ospitarlo.
Perché dopo quasi due mesi dal suo arresto il pm della procura di Santa Maria Capua Vetere Antonio Ricci sta per avanzare la richiesta di incidente probatorio. Non potrebbe fare altrimenti. È previsto infatti che per i delitti sessuali o a sfondo sessuale il pubblico ministero o la persona sottoposta alle indagini debbano chiedere che si proceda con incidente probatorio all'assunzione della testimonianza di persona minorenne. Il legale della famiglia dell'alunno, Costantino Puocci, aveva avanzato l'istanza il 24 dicembre del 2007, ma il pm ha ritenuto opportuno valutare prima lo stato psicologico della vittima.
Ratzinger benedice Berlusconi
Da oggi Gianni Letta è “un gentiluomo di Sua Santità”. Questa onorificenza vaticana e personale del papa al braccio destro di Berlusconi è entrata in vigore con l’uscita dell’Annuario Pontificio 2008.
Si tratta di un incarico onorifico che però permette a Letta di stare a contatto con il papa e con la curia nelle cerimonie e nelle udienze a capi di stato e di governo.
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Spagna: 800 euro al mese ai gay perseguitati da Franco
A quasi 33 anni dalla fine del franchismo, gli omosessuali e le lesbiche spagnoli vittime di quel regime cominciano a ricevere l’indennizzo che la società deve loro per l’ingiusta persecuzione che hanno subito. Il governo Zapatero, su richiesta di Izquierda Unida, aveva stanziato infatti due milioni di euro per un indennizzo immediato e un vitalizio alle vittime: quelli che ne fanno richiesta
cominceranno a ricevere 12mila euro e un assegno mensile da 800 euro.
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Combattere bullismo omofobico? Destra e vescovi: no!
A Roma parte un progetto, promosso dal circolo di cultura omosessuale ‘Mario Mieli’ e patrocinato dall’Assessorato comunale alle Pari opportunità, per combattere il “bullismo omofobico” nelle scuole e “promuovere la cultura delle differenze”.
Ma subito il giornale dei vescovi, sovvenzionato da tutti i cittadini della Repubblica Italiana, incalza:
”La scuola non può e non deve diventare campo libero per imposizioni propagandistiche e scorribande pseudo-educative. Il bullismo del ‘politicamente corretto’ non fa meno danni di ogni altro bullismo. E l’autentico rispetto per ogni persona ci impone di denunciarlo con la stessa determinazione”.
Il Forum delle Famiglie, organizzatore del ‘Family Day‘, scalpita. Alleanza Nazionale sciorina la solita stigmatizzazione degli omosessuali e della diversità. Ma non si capisce come farà la destra a accordarsi con il partitone delle “libertà” e con l’adesione di Gaylib, non si capisce come farà a spostare effettivamente questo elettorato di rilievo che sono i tre milioni di persone lesbiche, gay, transessuali, bisessuali.
Tratto da Queerblog - 12 febbraio 2008
Roma, in piazza il popolo No Vat
In 15mila sfilano a Roma. Abbandonati da destra e sinistra, senza chiesa e senza partito, chiedono meno ingerenze vaticane.
Appena si arriva in piazza, si capisce subito che il No vat è ed ha un'altra storia. Nessuna bandiera politica, poche sigle di organizzazioni istituzionali, praticamente assente quel mondo dell'associazionismo conosciuto con le mobilitazioni no-war.
Ad attraversare le vie del centro della capitale è un altro «popolo»: quello dei movimenti lgbtq (lesbo, gay, bisex, trans e queer), dei collettivi femministi e dei coordinamenti anticlericali.
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La Chiesa Cattolica cura l'omosessualita' come se fosse una malattia # parte 4/4
Ultima parte dell'inchiesta di Davide Varì pubblicata a dicembre 2007 dal quotidiano Liberazione. Il giornalista si è finto gay per partecipare alle terapie per la cura dell'omosessualità organizzate da un gruppo cattolico.
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Oltre l'omosessualità" di Joseph Nicolosi è una raccolta di storie di vita. Otto storie di omosessuali corretti, riparati, e un'appendice finale sulle modalità della terapia. Tra loro Albert, un trentenne che «parla con tono leggermente effeminato e la nostalgia - sottolinea Nicolosi - di un bambino perduto». E in effetti il problema di Albert, racconta Nicolosi nel suo libro, è proprio il suo attaccamento al mondo perduto dell'infanzia. Di qui un'illustrazione delle caratteristiche ricorrenti nelle persone omosessuali: attrazione distaccata per il proprio corpo, prime esperienze sessuali con altri bambini, ipermasturbazione, - «gli omosessuali - spiega Nicolosi - si masturbano più spesso degli eterosessuali: è un tentativo di stabilire un contatto rituale con il pene» - e una figura materna opprimente. A quel punto l'obiettivo del dottor Nicolosi è quello di «sviluppare un senso più solido della mascolinità» di Albert. Come? Innanzi tutto affrancandosi dall'opprimente legame materno, coltivando amicizie maschili non sessuali e facendo lunghi giri in bicicletta. Lunghi giri in bicicletta, proprio così. Finalmente arrivano i primi progressi: Albert riesce a controllare la masturbazione, si distacca dalla madre, non salta addosso al suo amico e continua a girare in bici per il quartiere. «Le stanno succedendo proprio delle belle cose», confida il dottore ad Albert. Tre anni dopo Albert ha una voce sicura, ogni inflessione femminile è sparita, si è «staccato emotivamente dagli altri maschi e dalla mascolinità», e si è affrancato dal controllo materno: la colpa originaria, la causa della sua omosessualità; Albert si è anche fidanzato con una ragazza. Insomma è riparato. Ed è riparato perché «ha afferrato - commenta Nicolosi - il concetto del falso sé»: la falsa identità gay che l'esterno ti impone. «No, non sono gay», è l'ultimo commento di Albert prima di iniziare la sua nuova vita da eterosessuale.
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