Benedetto XVI beatificherà 500 franchisti
La chiesa spagnola ha nostalgia del fascismo, e il Vaticano le dà corda, accogliendo la decisione di beatificare quasi 500 fascisti spagnoli. Sono religiosi e laici che secondo i vescovi sono stati perseguitati durante la Repubblica e che vengono ora beatificati per rispondere ai tentativi del governo Zapatero di rifare i conti con il passato spagnolo. È una vera e propria battaglia a colpi di memoria, quella tra il Governo e la Chiesa spagnola. Da una lato, quindi, l’esecutivo guidato da Zapatero che si prepara a varare una legge in cui il franchismo venga finalmente condannato e in cui si dichiari l’illegittimità di ogni suo “strascico”, come ad esempio le sentenze emesse dai tribunali duranti il regime. Dall’altra invece la Chiesa spagnola che si prepara al 28 ottobre data in cui ha deciso di beatificare 498, tra religiosi e civili, «martiri della Repubblica». Racconta la vicenda El Pais, quotidiano progressista iberico.
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Condannato sacerdote pedofilo - Otto anni di reclusione per don Giuseppe Giacomoni
APPRESA LA NOTIZIA della condanna in primo grado a otto anni di reclusione di don Giuseppe Giacomoni, accusato di pedofilia, la curia diocesana guidata dal vescovo monsignor Antonio Lanfranchi ha emesso un comunicato. Vi si legge fra l’altro: «La diocesi di Cesena-Sarsina prende atto della sentenza emessa, peraltro non definitiva e per la quale lo stesso don Giacomoni, attraverso i suoi legali, intende presentare ricorso in Corte d’appello. Si devono ancora leggere le motivazioni delle sentenza, pertanto si rimanda a una valutazione più precisa al momento della sentenza definitiva.
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Tutto aumenta, anche le ostie
In Francia scoppia il caro-ostia: ormai arrivano a costare ben 80 centesimi di euro l’una.
Le più grandi e note produttrici di ostie in Francia sono le carmelitane di Bourges. “Sono molti anni, scrivono le suore, che produciamo le ostie tanto che abbiamo iniziato nel 1617… Ora la cooperativa di handicappati alla quale abbiamo affidato la produzione costa di più e noi siamo costrette a fare nuovi prezzi alle parrocchie”.
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Il vescovo di Trento come Ruini: al referendum sulla scuola privata chiama all'astensione
34055. TRENTO-ADISTA. Mons. Luigi Bressan, vescovo di Trento, fa come il card. Ruini quando era presidente della Cei: invita i cattolici a non recarsi alle urne per far mancare il quorum della metà più uno dei votanti, facendo così fallire un referendum popolare. Stavolta però non si tratta di bioetica - come il referendum sulla procreazione assistita del giugno 2005, che raggiunse una percentuale di votanti inferiore al 26%, anche grazie alla massiccia campagna astensionistica promossa dalla Cei e dal suo braccio secolare, il comitato "Scienza e Vita" - ma di finanziamenti pubblici alla scuola privata, e la consultazione è a livello provinciale.
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Il fuoco sotto le ceneri della diocesi di Siena. E anche il vescovo potrebbe "scottarsi"
34047. SIENA-ADISTA. Un fuoco che ha covato sotto la cenere per oltre un anno e che adesso minaccia di incendiare l'intera Chiesa senese: l'incendio era già scoppiato il 2 aprile 2006 nei locali dell'economato dell'arcidiocesi di Siena, di origine - hanno accertato gli inquirenti - sicuramente dolosa (v. Adista n. 55/07). Inizialmente i sospetti erano ricaduti sull'archivista dell'arcidiocesi, il professor Franco Nardi: a fare il suo nome era stato l'economo della Curia, don Giuseppe Acampa, su cui però, nel corso dei mesi, si sono concentrate le attenzioni degli investigatori fino all'incriminazione, lo scorso giugno, per calunnia e truffa aggravata, oltre che per il rogo: avrebbe appiccato il fuoco, secondo gli investigatori, per far sparire documenti compromettenti sulla sua disinvolta gestione degli affari della curia.
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A colpi di "mitra": sul caso di un prete pedofilo e' guerra tra due cardinali
34073. LOS ANGELES-ADISTA. Cardinale contro cardinale: è la piega che ha preso la vicenda che ha per protagonista il parroco messicano Nicolás Aguilar, responsabile di abusi sessuali, e che vede da tempo l’arcivescovo di Città del Messico il card. Norberto Rivera Carrera, e l’arcivescovo di Los Angeles, il card. Roger Mahony, palleggiarsi la responsabilità di aver consentito che l’imputato esercitasse indisturbato le sue attività di prete e pedofilo (v. Adista n. 1/07). Il 14 settembre scorso, di fronte alla Corte Suprema della California, Mahony ha affermato sotto giuramento di non aver mai ricevuto alcuna lettera di avvertimento sulla condotta di Aguilar da parte di Rivera, mentre Rivera, quella lettera, ha sempre sostenuto di averla scritta. Durante l’interrogatorio di dodici ore, all’arcivescovo e al suo vicario, mons. Thomas Curry, sono stati chiesti i dettagli delle comunicazioni intercorse con Rivera, all’epoca dei fatti vescovo di Tehuacán, diocesi nella quale era attivo l’imputato. Rivera, infatti, è accusato di aver coperto il prete messicano, secondo quanto affermato da quattro delle 60 vittime tra il 1997 e il 1998.
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