Picciotti in sacrestia

Preti e mafia: un sodalizio antico, quello tra la Chiesa e la prima azienda italiana (è Confesercenti a dirlo) che continua tuttora, senza che in Vaticano si muova foglia. Chi tace acconsente?

U' parrino. In dialetto siculo, indica il padrino. Ma anche - e non è un caso - il prete. Non solo. La Chiesa non allude solo alla gerarchia vaticana e ai fedeli. "Chiesa" è anche l'espressione che i picciotti usano per indicare la famiglia mafiosa cui appartengono. Religione e mafia, un sodalizio che si manifesta anche nei rituali di affiliazione, quando per diventare a tutti gli effetti uomini d'onore si recita una formula giurando su un'immaginetta sacra. Non ultima, la famosa "bibbia di Provenzano" con il suo criptico codice, la cui decrittazione ha portato a numerosi recenti arresti.
 (Continua)

Ceruso: la zona grigia tra Chiesa e Mafia

Nel libro Le sagrestie di Cosa nostra. Inchiesta su preti e mafiosi lo scrittore palermitano descrive il filo rosso che lega la Chiesa all’organizzazione criminale, tra omertà e collusione

Frati con la lupara, sacerdoti che durante l’omelia sbeffeggiano i pentiti di mafia, alti prelati che negano l’esistenza di Cosa nostra o non vedono differenze tra una strage mafiosa e l’aborto. Cecità e omertà, quando non vera e propria collusione con la mafia, sembrano caratterizzare una parte del corpo ecclesiastico siciliano ancora oggi. A raccontarlo in un libro (Newton Compton, 9,70 euro) dal titolo Le sagrestie di Cosa nostra. Inchiesta su preti e mafiosi, non è un anticlericale sfegatato, bensì un credente cattolico, da anni studioso della criminalità mafiosa, Vincenzo Ceruso, laureato in filosofia, già ricercatore al Centro studi gesuita “Pedro Arrupe”, impegnato nel volontariato a Palermo.
 (Continua)

Sospeso a divinis Don Sante Sguotti, il parroco innamorato

Roma, 27 ott. (Apcom) - Don Sante Sguotti, l'ex parroco di Monterosso (Padova), al centro delle cronache per aver dichiarato di essere innamorato di una donna madre di un bambino, è stato sospeso a divinis. Il decreto, firmato dal vescovo di Padova, monsignor Antonio Mattiazzo, è stato notificato all'interessato ieri e diffuso oggi dalla diocesi veneta.

Il decreto, che segue quello di rimozione da parroco della parrocchia di Monterosso dell'8 ottobre e quello di avvio di un processo penale e amministrativo ex cann. 1717-1718 e 1720 del Codice di diritto Canonico del 17 ottobre 2007 - si legge nella nota della Diocesi padovana - è stato firmato dal vescovo Mattiazzo, dopo la discussione - insieme a due sacerdoti assessori - delle prove e degli argomenti e dopo aver esaminato ogni elemento in merito alla situazione del sacerdote interessato, così come previsto dalla disciplina canonica". Il decreto - prosegue il comunicato - ha effetto immediato dal momento della notifica al sacerdote ed è a tempo indeterminato".

La sospensione a divinis significa che il sacerdote è sospeso dall'esercizio della potestà di ordine e di governo, ovvero che "non può più assolvere alle funzioni attinenti al ministero sacerdotale né ricevere ed esercitare incarichi riservati ai chierici".

Roma 27/10/2007 11:26 La7.it

Inviato da Vaticano (Comunita') :: Commenti (0) :: Permalink :: Trackback (0) :: Bookmarka su Lilith :: letto 99 volte

BRASILE/ITALIA Accuse di pedofilia contro un sacerdote

SAN PAOLO. Padre Giulio Lancellotti, un sacerdote italiano noto in Brasile per il suo impegno a favore dei cosiddetti "abitanti della strada"(moradores de rua), è sotto inchiesta a San Paolo per il reato di corruzione di minorenni.

L'inchiesta è partita da una denuncia dello stesso sacerdote italiano, che ha accusato un ex delinquente minorile di cui il sacerdote si era preso cura, di avergli estorto 80 mila real, circa 3o mila euro, minacciando di accusare lo stesso padre Lancellotti di pedofilia. Successivamente due donne hanno testimoniato contro il sacerdote. (Continua)

Inviato da Vaticano (Pedofilia) :: Commenti (0) :: Permalink :: Trackback (0) :: Bookmarka su Lilith :: letto 112 volte

Spagna, beatificazione di massa rievoca spettri Guerra Civile

MADRID (Reuters) - La Chiesa cattolica si appresta a beatificare 498 suoi membri uccisi durante al Guerra Civile, ponendoli sul percorso di una possibile santificazione e rievocando ricordi di un conflitto che ancor oggi divide la Spagna.
La maggior parte di quanti saranno onorati nella cerimonia di domenica prossima a Roma, la più grande beatificazione di massa di sempre che richiamerà migliaia di pellegrini spagnoli, erano preti e suore uccisi da militanti di sinistra nell'escalation della guerra fra 1936 e 1939.

Molti religiosi ed esponenti del clero cattolico si erano schierati con Francisco Franco nel conflitto, scoppiato dopo un colpo di Stato del generale contro il governo di sinistra della Repubblica spagnola e la sua ascesa al potere come dittatore.
 (Continua)

Inviato da Vaticano (Politica) :: Commenti (0) :: Permalink :: Trackback (0) :: Bookmarka su Lilith :: letto 130 volte

Democrazia e religione

"Finiamola". Con questo invito che ricorda un ordine il Cardinal Segretario di Stato della Santa Sede, Tarcisio Bertone ha preso ieri pubblicamente posizione contro l'inchiesta di Repubblica sul costo della Chiesa per i contribuenti italiani, firmata da Curzio Maltese. "Finiamola con questa storia dei finanziamenti alla Chiesa - ha detto testualmente il cardinal Bertone - : l'apertura alla fede in Dio porta solo frutti a favore della società". Per poi aggiungere: "C'è un quotidiano che ogni settimana deve tirare fuori iniziative di questo genere. L'ora di religione è sacrosanta".
 (Continua)

Chiesa, c'è un 8 per mille segreto - Ecco dove finisce un miliardo di euro

Nove milioni per la campagna pubblicitaria sullo tsunami ma alle vittime va solo un terzo. E alla fine l' ottanta per cento dei contributi assegnati rimane alla Chiesa cattolica. La maggior parte dei finanziamenti ai vescovi viene dal fondo che raccoglie i soldi di chi non ha fatto nessuna scelta

ROMA - Le campagne dell' "otto per mille" della Chiesa cattolica, che ogni primavera invadono l' etere, Rai, Mediaset e radio nazionali, sono considerate nel mondo pubblicitario un modello di comunicazione. Ben girate, splendida fotografia, musiche di Morricone, storie efficaci, a volte indimenticabili. Chi non ricorda quella del 2005, imperniata sulla tragedia dello tsunami? Lo spot apre su un fragile villaggio di capanne, dalla spiaggia i pescatori scalzi scrutano l' orizzonte cupo. Voce fuori campo: "Quel giorno dal mare è arrivata la fine, l' onda ha trasformato tutto in nulla". Stacco sul logo dell' otto per mille: "Poi dal niente, siete arrivati voi. Le vostre firme si sono trasformate in barche e reti". Zoom su barche e reti. "Barche e reti capaci di crescere figli e pescare sorrisi". Slogan: "Con l' otto per mille alla Chiesa cattolica, avete fatto tanto per molti". Un capolavoro. La campagna 2005, affidata come le precedenti alla multinazionale Saatchi & Saatchi, secondo Il Sole 24 Ore è costata alla Chiesa nove milioni di euro. Il triplo di quanto la Chiesa ha poi donato alle vittime dello tsunami, tre milioni (fonte Cei), lo 0,3 per cento della raccolta. Nello stesso anno, l'Ucei, l' unione delle comunità ebraiche italiane, versò per lo Sri Lanka e l' Indonesia 200 mila euro, il 6 per cento dell' "otto per mille". Un' offerta in proporzione venti volte superiore, in un' area dove non esistono comunità ebraiche.
 (Continua)