Preti gay, i segreti svelati in tv
Un sacerdote: portando il colletto si attira tanto
Le confessioni nel programma di Ilaria D'Amico su La7: «Chat e incontri, non è peccato». Appuntamenti anche a San Pietro
ROMA - I racconti: «Se penso al seminario o alla mia diocesi credo che gli omosessuali siano una buona parte». Le confessioni a cuore aperto: «Sono stato insieme con un ragazzo siciliano per un anno. Se due uomini si vogliono bene, non conta se porti la tonaca oppure no». Anche le avance, certo: «Portando il colletto si attira tanto. Tu faresti l'amore con me?». E le critiche alla Chiesa: «Con noi fa come l'esercito americano: io non ti chiedo niente, ma tu non devi dire niente. Copre, insabbia, ma così non cresce». Sono preti quelli che parlano. Preti gay, ripresi con una telecamera nascosta durante i loro incontri clandestini con un ragazzo conosciuto sulle chat line per omosessuali.
(Continua)
I conti della Chiesa ecco quanto ci costa
L'otto per mille, le scuole, gli ospedali, gli insegnanti di religione e i grandi eventi
Ogni anno, dallo Stato, arrivano alle strutture ecclesiastiche circa 4 miliardi di euro
"Quando sono arrivato alla Cei, nel 1986, si trovavano a malapena i soldi per pagare gli stipendi di quattro impiegati". Camillo Ruini non esagera. A metà anni Ottanta le finanze vaticane sono una scatola vuota e nera. Un anno dopo l'arrivo di Ruini alla Cei, soltanto il passaporto vaticano salva il presidente dello Ior, monsignor Paul Marcinkus, dall'arresto per il crack del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi. La crisi economica è la ragione per cui Giovanni Paolo II chiama a Roma il giovane vescovo di Reggio Emilia, allora noto alle cronache solo per aver celebrato il matrimonio di Flavia Franzoni e Romano Prodi, ma dotato di talento manageriale. Poche scelte si riveleranno più azzeccate. Nel "ventennio Ruini", segretario dall'86 e presidente dal '91, la Cei si è trasformata in una potenza economica, quindi mediatica e politica. In parallelo, il presidente dei vescovi ha assunto un ruolo centrale nel dibattito pubblico italiano e all'interno del Vaticano, come mai era avvenuto con i predecessori, fino a diventare il grande elettore di Benedetto XVI.
Missione impossibile: espellere la Santa Sede dall'ONU
In tanti ci provano, ultimo "The Economist". Ma la diplomazia pontificia lì siede e lì vuole restare. E ha dalla sua la quasi totalità degli stati del mondo, con cui scambia gli ambasciatori. Parla il ministro degli esteri vaticano, Dominique Mamberti
ROMA, 21 agosto 2007 – "in cauda venenum", dice il motto latino. E c'era veleno in coda a un articolo di "The Economist" del 21 luglio dedicato alla diplomazia vaticana. Dopo due pagine piene di cortesie, la conclusione del settimanale inglese – molto letto nelle cancellerie – era che la Santa Sede questo dovrebbe fare:
"Rinunciare al suo speciale stato diplomatico e definirsi per quello che è, la più grande organizzazione non governativa del mondo". Alla stregua di Oxfam o Medici senza Frontiere.
(Continua)
Papolatria, idolatria, santomania
E' esplosa l'ultima "bomba" vaticana. Chi vuole può ricevere a domicilio una "reliquia" di un indumento del papa polacco.
Non so se sia possibile sceglire tra la tunica, le calze, il pigiama o le mutande di Wojtyla, ma si assicura che un pezzettino arriverà ad ogni richiedente con tanto di preghiera firmata dal cardinale Ruini.
(Continua)
Il cardinale e l'embrione
(Continua)
Il vescovo di Ibiza contro il papa sodomizzato
Non ci sta il vescovo di Ibiza, Vicente Juan Segura, e pretende la chiusura di una mostra di arte contemporanea nella antica chiesa di Santa Maria de Gracia. Ma qual è l’oggetto delle polemiche? Una serie di tre opere dell’artista olandese Ivo Hedriks: in una di esse un collage di ritagli di giornale forma un’immagine con il dio Apollo che osserva Giovanni Paolo II in pieno rapporto sessuale con un uomo. Le altre due mostrano icnonografie religiose mischiate con sesso omosessuale.
(Continua)
Papa: "Condivisione, non profitto è come Dio contro Satana"
Messa del Pontefice a Velletri: "Incrementa la sproporzione tra poveri e ricchi, come pure un rovinoso sfruttamento del pianeta"
CITTA' DEL VATICANO - "La logica del profitto, se prevalente, - ammonisce il Papa - incrementa la sproporzione tra poveri e ricchi, come pure un rovinoso sfruttamento del pianeta". "Quando invece - commenta - prevale la logica della condivisione e della solidarietà, è possibile correggere la rotta e orientarla verso uno sviluppo equo, per il bene comune di tutti". "In fondo - per il Papa - si tratta della decisione tra egoismo e amore, tra giustizia e disonestà, in definitiva tra Dio e Satana".
(Continua)

